Da Prandelli, responsabile tecnico della fallimentare spedizione in Brasile e presunto “maestro di vita e di etica”, a Conte, severo ma giusto maestro di calcio. Due i chiari, e condivisibili, messaggi, lanciati dal superpagato allenatore pugliese.
Con la convocazione di Zaza, attaccante del Sassuolo, Conte ha fatto capire che tutti possono farcela e che la maglia azzurra sarà affidata a chi dimostrerà di meritarla, pur giocando in club non di prima fascia.
Balotelli a casa ? Il “niet” a Mario non è un’esclusione definitiva.
Ma Antonio ha fatto capire all’ex milanista, disastroso al Mundial: nella mia squadra tornerai se ti comporterai bene, in campo, dimostrando lealtà e rispetto, nei confronti dei compagni e degli avversari. E se condurrai, fuori dal campo, una vita da atleta, sana e irreprensibile, bandendo le dannose “balotellate”.
Che, alla lunga, caro Marione, ti porterebbero, quando arriverai all’età non più giovane di Totò Cassano, a rimpiangere, come il talentuoso ma indisciplinato barese, le troppe occasioni sprecate e i tanti, prestigiosi obiettivi mancati.
Pietro Mancini

