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lev yashin

Polemiche in Russia per il film sul leggendario portiere dell'Urss, Lev Yashin, "ordinato" dal presidente, Vladimir Putin. La vedova del "Ragno nero", Valentina, ha bocciato l'iniziativa che molti vedono come un tentativo di propaganda nazionalista: "Quando saro' morta, allora potranno fare un film o qualunque altra cosa venga loro in mente", ha dichiarato alla rete tv Dozhd. La vedova di Yashin ha avvertito che le autorita' dovranno passare sul suo cadavere prima di ottenere la sua benedizione. Ci sono pero' ex colleghi del portierone spentosi nel 1990 che si sono detti entusiasti: e' il caso di Vyacheslav Malafeev, estremo difensore della nazionale russa ritiratosi l'anno scorso per un lutto in famiglia: "Da tempo pensavo a un film su di lui, mi piacerebbe prendere parte al progetto", ha spiegato.

Yashin, unico portiere ad aver vinto il Pallone d'Oro, nel 1963, ed eletto nel 2000 dalla Fifa miglior portiere del XX secolo, nella sua lunga carriera con la Dinamo Mosca e la nazionale sovietica ha parato ben 150 rigori. L'idea di ripercorrere le imprese di Yashin era emersa dal pubblico durante il programma "Linea diretta" con Putin del 25 aprile. Il presidente ha subito accolto la proposta in vista dei mondiali di calcio del 2018 che si terranno proprio in Russia e, giorni dopo, ha ordinato all'esecutivo di "valutare la possibilita' di girare un film dedicato al leggendario" portiere, chiedendo una decisione entro il primo luglio. L'iniziativa si colloca sulla scia del grande successo di pubblico riscosso da "Leggenda n 17". Il film, del regista Nikolaj Lebedev, racconta la vita e la carriera di Valeri Kharlamov, mito dell'hockey sovietico tra il 1969 al 1981. Uscito a fine aprile, "Leggenda n17" ha incassato oltre 35 milioni di rubli (1,1 milioni di dollari) in un solo giorno. Un record assoluto nell'ambito delle produzioni cinematografiche russe degli ultimi anni. Ora alle autorita' si impone una scelta: ignorare la posizione della famiglia di Yashin, negoziare per convincerla o trovare un altro sportivo da immortalare con un film. Ma c'e' anche chi mette in guardia da un possibile flop: "A cosa serve ora un film del genere, dopo 'Leggenda n 17'? - ha fatto notare il caporedattore del giornale Kinoprozess, Vyachesla Shmirov - replicare un film di successo non porta necessariamente a un risultato positivo".

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