Roberto Carlos ha raccontato di aver perso quasi tutto ciò che aveva guadagnato nel calcio, circa 160 milioni di euro secondo la sua stima. L’ex Real Madrid, oggi 53enne, attribuisce il dissesto a falsi amici, agenti e familiari. Alle spalle ha 25 trofei, 11 figli e una carriera che lo ha portato sul tetto del mondo.
Dai 25 trofei al conto svuotato: Roberto Carlos racconta il suo crollo finanziario
Centosessanta milioni di euro. È la cifra che Roberto Carlos stima di aver perso dopo oltre vent’anni trascorsi ai massimi livelli del calcio mondiale. Il brasiliano ha raccontato che falsi amici, agenti e familiari avrebbero progressivamente prosciugato il patrimonio costruito tra ingaggi, premi e contratti milionari.
Quel patrimonio nasce da una carriera con pochissimi paragoni. Roberto Carlos ha conquistato 25 trofei, comprese tre Champions League con il Real Madrid e il Mondiale del 2002 con il Brasile. Con la Seleçao ha raccolto 125 presenze, mentre a Madrid è rimasto per undici anni dopo essere stato voluto da Fabio Capello. Con i Blancos ha totalizzato 527 presenze. Prima del Real c’era stata anche l’Inter, che nel 1995 lo acquistò per circa 10 miliardi di lire. Molti anni più tardi, quando aveva già 38 anni, l’Anzhi gli garantì un contratto da 9 milioni a stagione per due anni e mezzo.
La sua immagine resta legata soprattutto al sinistro che nel 1997, durante Francia-Brasile a Lione, produsse una delle punizioni più iconiche della storia del calcio. Quel tiro venne misurato a circa 137 chilometri orari e negli anni successivi attirò persino l’attenzione di alcuni fisici francesi, interessati a ricostruirne la traiettoria.
Undici figli, due matrimoni e il legame con Ronaldo
La vita privata di Roberto Carlos ha seguito dimensioni altrettanto fuori dall’ordinario. Il brasiliano ha 11 figli riconosciuti avuti da sette donne e alle spalle due matrimoni. Durante gli anni al Real Madrid ha condiviso molto anche con Ronaldo il Fenomeno, conosciuto nel 1992 quando entrambi erano ancora giovanissimi. Fu Roberto Carlos, alla vigilia della finale mondiale del 1998 contro la Francia, ad accorgersi per primo del malore che colpì Ronaldo nella camera d’albergo. Secondo il racconto, furono circa 30 secondi di paura prima di capire che cosa stesse succedendo.
Il rapporto tra i due continuò anche lontano dal campo. Roberto Carlos partecipava spesso alle feste organizzate dall’amico durante gli anni madridisti e in seguito sintetizzò così quella frequentazione: “Ho dormito più notti con lui che con le mie due mogli”. Nato a Garça, nello Stato di San Paolo, Roberto Carlos aveva 12 anni quando cominciò a lavorare in una fabbrica tessile. Da professionista avrebbe poi giocato per otto squadre, disputato tre Mondiali e raggiunto il punto più alto con il Brasile nel 2002.
L’accusa della tv tedesca ARD e la smentita di Roberto Carlos
Nella sua storia compare anche una contestazione mai accettata dal brasiliano. La televisione tedesca ARD lo accusò di aver cominciato a doparsi a 15 anni per “imbottire” la muscolatura e collegò il suo nome al medico brasiliano Julio Cesar Alves. Roberto Carlos negò tutto e minacciò azioni legali. La vicenda non arrivò poi in tribunale e l’accusa rimase senza un accertamento giudiziario riportato nel materiale disponibile.
All’inizio del 2025 era circolata anche la voce secondo cui, durante la separazione dalla seconda moglie, l’ex calciatore avrebbe chiesto al Real Madrid una stanza nel centro sportivo in attesa di trovare una nuova sistemazione. Roberto Carlos smentì pubblicamente quella ricostruzione.
Ora è invece lui stesso a parlare del proprio dissesto economico. La sua stima è di circa 160 milioni di euro sottratti dal patrimonio costruito durante una carriera passata tra Brasile, Italia, Spagna, Turchia e Russia.


