Juventus padrona dell’Olimpico per una settantina di minuti, poi nel finale arriva la reazione d’orgoglio della Roma. I bianconeri passano con Carlitos Tevez (magistrale calcio di punizione) e vanno a un +12 virtuale sui giallorossi, salvo essere poi riportati sulla terra dal gol di testa dell’ex blaugrana Keita (tocco ininfluente di Marchisio praticamente sulla linea di porta).
Finisce dunque 1-1 il monday night con la Juve che rafforza il suo primato e mantiene 9 punti di vantaggio sui rivali (e con i confronti diretti a favore la Roma ne deve fare 10 in più se vuol coltivare il sogno di uno scudetto che pare improbabile), ma che esce dallo stadio Olimpico con la sensazione di aver fallito un altro match ball per dare il colpo di grazia ai ragazzi di Garcia (dopo quello sbagliato a Cesena dove finì 2-2).
La Roma, come detto, sino al 25-30° del secondo tempo pareva non aver la forza per ribaltare un destino già apparentemente segnato (per giunta trovatasi in 10 per l’espulsione di Torosidis: secondo giallo per fallo su Vidal proprio in occasione della punizione-vincente di Tevez). La svolta l’hanno data i cambi: in parte Florenzi e Nainggollan, ma soprattutto l’ingresso di Iturbe. L’ex punta esterna del Verona ha dato velocità e grinta alla squadra, trascinandosi sulle spalle i compagni e suonando la sveglia in un finale di match gagliardo.



