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Sacchi: "Tifosi milanisti non riconoscenti. Balo maturi come persona"

Le cose non vanno bene ma non si puo' avere la memoria corta. E per ricostruire serve pazienza. Il grande Milan di Berlusconi e' cominciato con Arrigo Sacchi e l'ex tecnico rossonero e' fra i primi a dispiacersi della situazione che si e' venuta a creare. Soprattutto all'esterno. "La domanda piu' opportuna sarebbe: perche' la tifoseria, dopo 25 anni e piu' di successi, si arroga il diritto di contestare la societa', Galliani, e di minacciare la squadra per ottenere un incontro? - le sue parole ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno - La cosa grave e' questa, la mancanza di riconoscenza verso una societa', un uomo come Galliani, il poco rispetto verso i giocatori, verso la storia, verso la societa', il fatto che la violenza abbia la prevalenza su tutto il resto. E succede al Milan, la societa' che ha vinto di piu' negli ultimi 26 anni, che ha tenuto alto il nome dell'Italia nel calcio. Dovrebbe esserci un ambiente piu' sereno, che sappia accettare la sconfitta. Non sempre si puo' essere al vertice, altri possono essere stati piu' bravi di te".

"Nel nostro calcio - prosegue Sacchi - mancano la civilta' e il merito. I nostri stadi sono ormai piu' vicini a delle carceri a cielo aperto, vediamo gruppi che cercano di dividere le societa'.Bisogna parlare con questi gruppi ma non attraverso il ricatto e la violenza". Tornando al campo, Sacchi invoca maggiori investimenti sul settore giovanile ma non solo. "Bisogna mettere al centro di tutto il gioco e andare a prendere gli interpreti piu' idonei per questo gioco. Prima la funzionalita' e poi il talento. Il Milan ha iniziato basandosi su questi criteri, era una delle poche societa' che riconosceva il merito". L'ex ct azzurro riconosce che "e' una mission difficile quella di Seedorf, arrivare e giocare con dei giocatori che non hai scelto tu. Inoltre, dopo tanto tempo, il club ha dimostrato di non essere cosi' coeso come in passato, e' disgregato il vettice, immaginiamoci la base. I tifosi devono avere pazienza, la societa' lo merita. Galliani e' uno dei piu' grandi dirigenti che ci siano, e' un valore aggiunto per questa societa', come si fa a contestarlo?".

Balotelli o non Balotelli? Dipende da che gioco vuole fare il Milan. "Come persona deve maturare. A livello tecnico ha un talento straordinario ma le doti tecniche non sono sufficienti. Siamo noi che pensiamo di risolvere attraverso un singolo un problema che riguarda 11 persone e un elemento astratto come il gioco. Se lo confermerei? Bisogna vedere la sua funzionalita' rispetto al progetto tecnico. Per un gioco a tutto campo non e' l'ideale, e' un giocatore che si muove poco".

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