Schwazer e il doping, quel doppio test sangue-urina che non sbaglia mai
Alex Schwazer di nuovo accusato di aver fatto uso di doping. L’agenzia nazionale antidoping tedesca ha avviato un procedimento nei confronti del marciatore, sospeso in via cautelare: durante i campionati tedeschi di marcia su strada, gli sono state rilevate tracce di Eritropoietina “sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue”.
Alex in conferenza: “Sono innocente, ma non mi difenderò: non ce la faccio più, non ho la forza“. L’avvocato: “Controanalisi solo se analizzano terzo campione di urina per cercare la verità”. Si tratta della terza volta negli ultimi 14 anni. In attesa di eventuali controanalisi è necessario basarsi sui dati scientifici. Schwazer è stato sottoposto a un doppio test sangue-urine, si tratta di un metodo quasi infallibile, ecco perché.
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Alterare un campione di sangue per introdurvi dell’Epo allo scopo di «incastrare» un atleta – sostengono gli esperti e lo riporta Il Corriere della Sera – è un’impresa se non impossibile molto complicata perché il fluido passa direttamente dalla vena del soggetto sottoposto a test alla provetta sigillata da dove viene aspirato da un apparecchio per la cromatografia liquida accoppiato con uno spettrometro di
massa, senza alcun intervento umano.
Ma inquinare sangue e urine prelevate nello stesso momento dal medesimo atleta ottenendo la stessa ratio di positività è ancora più difficile. L’Epo infatti non si trova con analisi chimiche tradizionali ma con metodi di elettroforesi che dopo venticinque anni di test contro il più potente ed efficace degli ormoni peptidici sono considerati ormai attendibilissimi. I casi di falsa positività o di positività non confermata dalle controanalisi sono praticamente nulli. Serviranno comunque le eventuali controanalisi per avere certezze. Schwazer ribadisce con forza: “Sono innocente”.

