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Serie A, l’Inter è campione d’Italia: esplode la festa a San Siro e a Milano, i nerazzurri conquistano il 21° scudetto

Thuram sblocca la partita nel recupero del primo tempo, Mkhitaryan la chiude: l’Inter batte il Parma e fa partire la festa scudetto con tre giornate d’anticipo

Serie A, l’Inter è campione d’Italia: esplode la festa a San Siro e a Milano, i nerazzurri conquistano il 21° scudetto
(Foto Lapresse)

Inter-Parma 2-0, Thuram e Mkhitaryan firmano lo scudetto nerazzurro: il 21esimo della storia del club

L’Inter è campione d’Italia. I nerazzurri battono il Parma a San Siro e conquistano il 21° scudetto della loro storia con tre giornate di anticipo, al termine di una stagione lunga, complicata, ma alla fine dominata dalla squadra più forte del campionato.

La notte nerazzurra si accende nel recupero del primo tempo. Al 46’ è Marcus Thuram a sbloccare la partita, dopo una prima frazione giocata con personalità e cominciata subito con il segnale della traversa colpita da Barella. L’Inter spinge, occupa la metà campo del Parma e dà fin dall’inizio la sensazione di voler chiudere i conti davanti al proprio pubblico.

Il gol che fa esplodere definitivamente San Siro arriva all’80’. A segnarlo è Henrikh Mkhitaryan, che firma il 2-0 e mette in cassaforte partita e scudetto. Da quel momento il Meazza diventa una bolgia nerazzurra, e si fa beffa anche della scaramanzia. Per la prima volta la Milano nerazzura intona: “siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi”. È il momento in cui la festa, già pronta da giorni, diventa realtà.

Per Cristian Chivu è un trionfo importantissimo. Al primo anno alla guida di una big, il tecnico romeno è riuscito a raccogliere e difendere l’eredità del ciclo di Simone Inzaghi, senza far perdere all’Inter identità, solidità e ambizione. Non era scontato. La squadra ha cambiato guida tecnica, ha dovuto gestire pressioni altissime, superare le crepe della passata stagione, qualche infortunio e una stagione piena di aspettative, ma ha trovato continuità, risposte e nuove risorse.

Il gruppo storico ha fatto ancora la differenza. Lautaro Martinez, capitano e leader tecnico, è rimasto il riferimento offensivo ed emotivo della squadra. Thuram ha inciso nei momenti pesanti, confermandosi decisivo. Dimarco ha giocato una stagione fantastica, coronata con il record di assist in un singolo campionato. E anche quando davanti sono arrivati problemi fisici o rotazioni obbligate, l’Inter ha trovato alternative importanti in Pio Esposito e Bonny, capaci di dare profondità e soluzioni a Chivu.

La forza dell’Inter è stata non dipendere mai da un solo uomo ma compattarsi e ricreare un gruppo solidissimo. Difesa solida, centrocampo dominante, corsie laterali decisive e un attacco che, nonostante qualche difficoltà durante l’anno, ha sempre trovato il modo di colpire. Una stagione difficile, sì, ma chiusa con il verdetto più bello: lo scudetto va alla squadra che più di tutte ha dato la sensazione di meritarlo.

Intanto Milano è già in festa. Piazza Duomo già piena ancora prima del fischio finale, con i tifosi nerazzurri pronti a celebrare il titolo. A San Siro il colpo d’occhio era quello delle grandi notti: Meazza pieno in ogni ordine di posto, incasso previsto intorno ai 5 milioni di euro. Lacurva nord ha preparato uno stadio tutto colorato di nerazzurro, con una coreografia pensata per accompagnare la notte dello scudetto.

Le celebrazioni ufficiali vere e proprie arriveranno più avanti, in occasione della penultima giornata di Serie A contro l’Hellas Verona, quando capitan Lautaro Martinez potrà alzare il trofeo davanti al pubblico di San Siro. Poi il tradizionale tour per la città sul pullman scoperto e la festa interna del club con squadra, staff, dirigenti e dipendenti.

Prima, però, c’è ancora un altro obiettivo. L’Inter giocherà per il doblete nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, in programma il 13 maggio all’Olimpico. Lo scudetto è già cucito sul petto. Ora Chivu può provare a trasformare una grande stagione in una stagione memorabile.

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