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Zoeggeler storico bronzo e addio: "Ultima Olimpiade". E "Silverhofer"...

Zoeggeler "questa mia ultima Olimpiade" - "E' un bene per me, per lo sport e per l'Italia. E' molto bello, sono felice di questa medaglia". Cosi' Armin Zoeggeler commenta il bronzo conquistato nel singolo maschile ai Giochi Invernali di Sochi 2014. "Questa e' davvero la mia ultima Olimpiade - ha detto il 40enne carabiniere - Il record delle sei medaglie in altrettanti Giochi? Non lo, non ho parole... E' stato bello aver rappresentato l'Italia".

'Buon inizio', complimenti Napolitano agli azzurri - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio di congratulazioni al presidente del Coni, Giovanni Malago', per celebrare le prime due medaglie conquistate dagli azzurri ai XXII Giochi Olimpici Invernali di Sochi: "Caro Malago', complimenti per il buon inizio - e' il testo del messaggio del Capo dello Stato - Vive congratulazioni personali a Christof Innerhofer e ad Armin Zoeggeler. Conto di telefonarvi al piu' presto in occasione di altri felici momenti sportivi. Sono vicino a voi tutti".

Innerhofer, terzo medagliato in Discesa dopo Zeno Colò ed Herbert Plank: "E' un sogno" - "E' sempre stato un grande sogno per me vincere una medaglia alle Olimpiadi, quindi ancora non riesco a crederci". Cosi' Cristoff Innerhofer commenta a caldo la medaglia d'argento vinta nella discesa libera maschile ai Giochi Invernali di Sochi 2014. "Non so cosa pensare, avrei bisogno di molte ore per realizzare di aver vinto l'argento. Non potrei essere piu' felice". L'azzurro delle Fiamme Gialle, che conquista la prima medaglia azzurra a Sochi, la terza nei Giochi Invernali in discesa dopo quelle di Zeno Colo' (oro a Oslo 1952) e Herbert Plank (bronzo a Innsbruck 1976), analizza la sua gara: "Ero molto concentrato, in alto ho rischiato tanto. Mi sono detto che avrei dovuto spingere di piu' e l'ho fatto. Certo, rischiando molto ero consapevole che sarebbe potuta andare bene come male, ma almeno a fine gara posso dire di averci provato".

Acuto Innerhofer. Zoeggeler entra nella leggenda - L'acuto di Christof Innerhofer squarcia il cielo sopra Rosa Khutor. Inizia il programma a cinque cerchi dello sci alpino e arriva la prima medaglia italiana a Sochi 2014. Il merito e' tutto del 29enne di Brunico, iridato a Garmisch 2011 nel superG, alla sua seconda Olimpiade dopo la trasferta avara di soddisfazioni di Vancouver. Stavolta 'Inner', ribattezzato 'Winner', cioe' vincitore, fa tutto bene o quasi. Perche' al netto della soddisfazione per un argento di qualita', il bolzanino non puo' non nutrire qualche rimpianto per l'andamento della gara, vinta a sorpresa dall'austriaco Matthias Mayer, mai andato a segno in Coppa del Mondo e capace di sfruttare il pettorale basso. Il portacolori delle Fiamme Gialle, allenato da Gianluca Rulfi, parte alla grande, al primo intermedio ha ben 58 centesimi sul futuro olimpionico e prende tutti i rischi del caso per mantenersi veloce. Poi pero' la fatica si fa sentire sulle gambe e, dalla parte centrale, la pista non gli e' piu' cosi' amica. Secondo, a soli 6 centesimi, 4 in piu' del norvegese Kjetil Jansrud che, in un gioco di rivalita' tutta interna, rende ancora piu' insopportabile ad uno dei grandi favoriti della vigilia, Aksel Lund Svindal, medaglia di legno. Tra i delusi di giornata ci sono anche lo svizzero Didier Defago, il campione uscente che non va oltre la 14esima piazza, e l'americano Bode Millar, ottavo. Buona prestazione complessiva per la squadra azzurra. Peter Fill chiude settimo a 0"49 dal vincitore, Dominik Paris e' 11esimo a 0"90 e Werner Heel e' 12esimo a 0"93. Ma l'altro capolavoro di giornata lo compie l'inossidabile Armin Zoeggeler.

Il 40enne slittinista azzurro, portabandiera a Sochi, mantiene sino in fondo il terzo posto occupato sin dalla prima delle quattro manche del programma e porta a casa un bronzo che fa la storia. Perche' il carabiniere di Merano sale per la sesta volta consecutiva sul podio olimpico in gare individuali nella stessa specialita'. Un'impresa mai riuscita alle Olimpiadi, invernali come estive, e che puo' essere eguagliato solo da Valentina Vezzali, che nel fioretto individuale donne va sul podio ininterrottamente da cinque edizioni. Per eguagliarlo, la jesina dovra' qualificarsi per Rio 2016 e salire sul podio in Brasile. Sul budello di Mountain Cluster, il Sanki Sliding Center, il bolzanino, che a caldo conferma la volonta' di non partecipare piu' ad Olimpiadi, deve arrendersi al tedesco Felix Loch (oro) e al russo Albert Demchenko (argeto). Sesto posto per Dominik Fischnaller, 19esimo Emanuel Rieder. Per l'Italia arriva anche la prima medaglia di legno a Sochi. La conquista suo malgrado Karin Oberhofer nella 7,5 km sprint femminile di biathlon, vinta ampiamente dalla slovena Anastasia Kuzmina, che bissa cosi' l'oro di Vancouver. La 28enne di Bressanone non sbaglia un colpo al poligono ma chiude in 21'34"7 e per pochi secondi manca il bronzo, conquistato dall'ucraina Vita Semerenko (21'28"5). A completare il podio l'argento della russa Olga Vilukhina, che arriva a 19"9 dalla Kuzmina. Oltre alla Oberhofer, ottima prestazione di Dorothea Wierer, sesta: le due regalano comunque all'Italia piazzamenti storici.

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