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Tavecchio: "L'assassino di Kennedy non ha subito quello che ho subito io"

La sfida continua. Le elezioni federali distano ancora otto giorni ma fra Demetrio Albertini e Carlo Tavecchio la battaglia continua. Il primo affida a Twitter il suo pensiero, prova a mettere pressione all'avversario ("il palazzo del potere continua a scricchiolare. Tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce") e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. "Leggo di possibili accordi che mi riguardano. Non baratto nessuna poltrona per le mie idee", scrive ancora Albertini, che ne ha anche per Zamparini, che sabato, parlando dell'ex centrocampista del Milan, ha sbottato: "non lo prenderei neanche a fare il portinaio della mia azienda". "Purtroppo per lui la Federazione non e' una sua azienda - la replica - Lui conosce solo la gestione monocratica", aggiunge l'ex vicepresidente federale che annuncia anche la decisione di non recarsi lunedì all'assemblea di Lega Pro. "E' giusto che facciano delle riflessioni al loro interno".

Su questo punto la posizione di Tavecchio e' la stessa. Anche il presidente della Lega Nazionale Dilettanti si terra' fuori: "Non vado per non influenzare - annuncia ai microfoni di RadioUno - Ognuno decide secondo i propri interessi, io non chiedo niente, se decidono che la mia persona puo' aiutare questo sistema bene, altrimenti non e' un grande fastidio". Ma, avverte, "in presenza di un non consenso di una Lega importante, si faranno altre considerazioni. Prima, pero', aspettiamo i risultati". Anche Tavecchio, travolto dalle polemiche per la sua infelice uscita sui "mangiabanane", ha qualche sassolino da togliersi. "L'assassino di John Kennedy non ha subito quello che ha subito il sottoscritto", si lamenta il candidato alla successione di Abete, che non ci sta a passare per razzista e ricorda come quest'anno festeggi "il 30esimo anniversario di presenza in Africa un mese all'anno, con costruzione di due ospedali e tre adozioni. Sono andato in Africa non a portare i pesci ma a insegnare a pescare, cosa che dovrebbe fare l'Europa e che invece non fa".

"Sono la persona che e' riuscita a creare in Italia un sistema di accoglienza per tutti i calciatori che, pur clandestini, non hanno alcun problema per giocare - insiste Tavecchio - Ma i fatti in questo Paese non contano, contano le grandi lobby. L'unica cosa che non si dice e' che ci sono altri interessi, devastanti interessi di altra natura, lo sapete tutti, non facciamo gli ipocriti. Il sottoscritto - rivendica - non ha padroni ne' cambiali da pagare e se in questo Paese non si cominciano a fare i fatti, a impostare un discorso di crescita, e' finita, perche' le chiacchiere se le porta via il vento".

Fra i calciatori, intanto, e' compatto il fronte pro-Albertini. "Non c'e' niente di personale nelle mie parole - racconta il difensore della Juventus, Giorgio Chiellini - ma credo che in questo momento ci sia solo una persona adeguata a quel ruolo, ovvero Demetrio Albertini". "Io mi rifaccio anche alle parole di Ulivieri, quando una persona e' inadeguata non lo e' solo perche' ha dei particolari demeriti - gli fa eco il portiere della Roma, Morgan De Sanctis - Con tutto il rispetto per Tavecchio e per quello che ha fatto nella Lnd, servirebbe qualcosa di diverso e noi lo abbiamo identificato in Albertini, puo' essere la figura giusta per cambiare". In serie A il Parma rinnova la fiducia a Tavecchio mentre il Torino, per bocca del presidente Urbano Cairo, ribadisce il suo no. "Siamo ora 9 su 20, e altre stanno riflettendo - ha sottolineato - Lui ha detto che se era appoggiato dalle quattro leghe avrebbe mantenuto candidatura, magari a breve non lo sara' piu'. E' una candidatura troppo divisiva e controversa".

Sull'ultima uscita: "Quello che ha detto Tavecchio su Kennedy e' eccessivo. Kennedy e' stato assassinato... Mi sembra che nelle gaffe lui ci vada alla grande, mi sembrano cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra. Non ce l'ho con Tavecchio, che non conosco neppure e che ha fatto bene con i Dilettanti, ma ho ritenuto di togliergli l'appoggio, cosi' come hanno fatto altre societa'".

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