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La squadra di Garcia batte la Lazio 2 a 0 e va in testa alla classifica con la quarta vittoria consecutiva. I nerazzurri schiacciano il Sassuolo: 0 a 7, doppietta di Milito. La Juve batte il Verona 2 a 1. Le altre: Atalanta-Fiorentina 2-0, Bologna-Torino 2-1; Catania-Parma 0-0.

LE PARTITE NEL DETTAGLIO

DERBY ALLA ROMA, GIALLOROSSI IN TESTA ALLA CLASSIFICA - A decidere la stracittadina capitolina e' l'uomo che non ti aspetti: Federico Balzaretti, tra i piu' contestati dalla piazza giallorossa, capace finalmente di riscattarsi sotto gli occhi del ct Cesare Prandelli, venuto all'Olimpico anche per osservare da vicino il 'vecchio' Francesco Totti. A chiudere i conti, nel recupero, e' un rigore di Adam Ljajic, che sigla il 2-0 che manda in visibilio la parte giallorossa della citta' eterna. Privo degli infortunati Destro, Bradley e Lebont, Garcia preferisce Gervinho a Ljajic nel tridente offensivo che comprende anche capitan Totti, fresco del rinnovo contrattuale, e Florenzi. Strootman e Pjanic fanno reparto con De Rossi in mezzo al campo. Petkovic non regala alcuna sorpresa: senza Biava, Biglia, Novaretti e Radu, tocca a Klose sopportare il peso della fase offensiva, con Hernanes a sostegno e Candreva chiamato a macinare chilometri sulla fascia. All'ingresso delle squadre il colpo d'occhio non e' dei migliori perche' la Nord entra in ritardo sugli spalti per protestare contro una coreografia vietata. La Lazio ha un avvio aggressivo e la Roma fatica a trovare spazio, soprattutto sulle fasce, dove Balzaretti soffre il dinamismo di Balzaretti e anche Maicon deve lottare con Konko e Lulic. Le squadre sono contratte, poco bel gioco, ancor meno le occasioni. In pratica, sono due le conclusioni verso la porta, e tutte di marca giallorossa. Al 12' De Rossi prende la mira ma calcia alto sulla traversa. Al 31' l'unica, autentica chance per passare: punizione morbida di Totti sul secondo palo, Gervinho schiaccia a lato indisturbato. Il derby si accende in avvio di ripresa, con la Roma che beneficia dell'ingresso di Ljajic per Florenzi, andando lentamente a prendere in mano il match. Non che la Lazio stia a guardare, perche', dopo un'auto-traversa di Castan (ma Rocchi aveva fischiato una spinta di Ciani), al 10' Klose si era divorato il vantaggio, sbucando alle spalle ancora del centrale brasiliano senza pero' controllare la sfera messa dentro da Lulic. I giallorossi pero' alzano il baricentro, Ljajic ha un grande impatto, De Rossi di testa (9') e una penetrazione di Maicon (15') sono avvertimenti precisi per la porta di Marchetti, che capitola al 18'. Balzaretti, in un lampo, spegne le critiche e diventa il beniamino della curva: prima stampa il palo con una gran botta (e Ljajic fallisce un non facile tap-in), poi, su angolo battuto velocemente da Totti, insacca con un gran diagonale di sinistro al volo. L'ex Palermo esulta con qualche lacrima, la Roma approfitta della stanchezza biancoceleste per l'impegno settimanale di Europa League per dare la caccia al bis. Ci va vicino De Rossi al 28', con un'inzuccata su punizione di Totti che esalta i riflessi di Marchetti, graziato invece al 32' da Gervinho, che sparacchia out dopo una splendida galoppata. Petkovic prova ad affidarsi a Floccari ed Ederson (fuori Hernanes, una delusione). E anche a Dias, che appena entrato si fa espellere per una gomitata a Totti, lasciando i suoi in dieci nella fase piu' calda. Al 38' Marchetti e' bravo a neutralizzare una punizione di Ljajic, al 46' De Rossi e' superlativo nel chiudere su Ederson, al 47' Marchetti blocca sulla linea l'inzuccata di Borriello. Al 48', infine, il 2-0 giallorosso. Ledesma atterra Ljajic, Rocchi indica il dischetto e l'ex viola mette la parola fine ad un derby tutto di marca romanista.

VALANGA-INTER SUL SASSUOLO, 7 A 0. MILITO TORNA E FA GOL - Il pronostico della vigilia era tutto per l'Inter ma che sarebbe stata una 'valanga' forse non era nelle previsioni, specie per chi l'ha patita. La squadra allenata da Mazzarri ha vinto per 7 a 0 contro la neopromossa che ha in Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, l'azionista di riferimento. E in gol e' andato - due volte - anche Milito, tornato a giocare dopo un'assenza per infortunio durata sette mesi, tra cura, riabilitazione e allenamenti. Le reti dell'Inter portano la firma, nell'ordine, di: Palacio al 7', Sliti Taider al 23', quindi autorete di Pucino al 33'; nella ripresa all'8' Alvarez, al 18' Milito, al 30' Cambiasso e al 38' ancora Milito. Mentre la squadra allenata da Di Francesco resta in coda, ancora a zero punti. Una gara senza storia, dominata in lungo e in largo dagli ospiti. Un successo schiacciante che potrebbe sancire un addio "col sorriso" del presidente dei nerazzurri Massimo Moratti, pronto a passare il testimone al magnate indonesiano Erik Thohir, e un divorzio anticipato e amaro nel rapporto fra i neroverdi e il tecnico Di Francesco, che non e' riuscito a "trasportare" il suo calcio aggressivo e spettacolare dalla serie B alla massima categoria. Di certo la partita ha fatto registrare il ritorno in campo di Diego Milito, assente in una gara ufficiale dal 14 febbraio, ovvero dalla sera della rottura dei legamenti del ginocchio sinistro, in Europa League, contro il Cluj. L'Inter ha iniziato il match con gli stessi undici uomini che avevano ben figurato contro la Juventus; nel Sassuolo invece Rossini ha rimpiazzato l'infortunato Terranova, mentre Zaza e Farias sono stati sostituiti da Chibsah e Floro Flores.

BOLOGNA-TORINO 1-2, GRANATA SORPRENDONO E FANNO IL COLPO - Il Torino fa bottino pieno a Bologna (2-1) e cancella cosi' le polemiche della scorsa settimana dopo la mancata vittoria con il Milan. D'Ambrosio e Cerci, rispettivamente al secondo e terzo gol stagionale mettono la propria firma sul successo granata. Rossoblu' volenterosi, determinati, ma anche fin troppo ingenui in una partita cominciata in salita e giocata in dieci per un tempo dopo l'espulsione rimediata nell'intervallo da Natali. Ed era stato proprio lui a siglare il gol del momentaneo pareggio. Ha giocato praticamente da solo Rolando Bianchi, l'ex capitano del Toro non e' stato mai sfruttato a dovere. Pioli presenta il 4-3-2-1 con Pazienza sempre titolare in mezzo al campo e Perez che parte dalla panchina; Moscardelli vince il ballottaggio in attacco con Cristaldo e fa coppia con Bianchi. Ventura deve rinunciare al difensore Rodriguez, mentre e' emergenza in attacco: Immobile resta in hotel a causa di un principio di influenza e il suo posto viene preso da Meggiorini al fianco di Cerci. Inizio vibrante al "Dall'Ara" e subito tante emozioni: passano 2' e il Torino sblocca il risultato: cross dalla destra di Darmian, Curci respinge corto e D'Ambrosio insacca di testa. Immediata la reazione dei padroni di casa con un colpo di testa di Moscardelli che raccoglie un cross da destra. Fiammate veementi del Bologna che si rende pericoloso soprattutto con ripartenze veloci e con un Diamanti che prova a creare problemi alla retroguardia ospite; tuttavia i difensori granata non fanno complimenti per fermarlo. E' il Toro a farsi pericoloso: al 25' sinistro di Cerci, altra respinta corta di Curci che devia in angolo. Poco dopo sul corner Glik gira in rete ma da una posizione irregolare; gol annullato. Al 29' arriva il pareggio del Bologna: conclusione forte di Diamanti, Natali incorna da due passi, Padelli si salva con un mezzo miracolo, ma sulla respinta corta lo stesso Natali ribadisce in rete. Al 40' il Bologna potrebbe passare in vantaggio con una gran conclusione di Garics che colpisce lo spigolo esterno dell'incrocio dei pali. Al 46' il Toro torna in vantaggio: gran botta di Cerci che si stampa sulla traversa, ma c'e' una spinta di Della Rocca su El Kaddouri; Peruzzo indica il dischetto e lo stesso Cerci infila Curci. Il primo tempo finisce cosi' e ad inizio ripresa il Bologna si ripresenta in dieci uomini perche' Natali protesta con troppa veemenza nel sottopassaggio e Peruzzo decide di espellerlo. Pioli inserisce Mantovani al posto di Moscardelli. La partita si incattivisce ad inizio ripresa con diversi falli e i cartellini che fioccano. Al 18' conclusione al volo di El Kaddouri dal limite, che raccoglie una respinta, pallone sul fondo. Nel Toro in campo Farnerud per Meggiorini. Al 22' Cerci e Brighi si ostacolano sprecando una grossa opportunita' per chiudere il match, quindi El Kaddouri calcia sul portiere che si salva in angolo. Al 26' nel Bologna dentro Perez per Della Roccsa. Al 29' gol annullato al Bologna: punizione di Diamanti e colpo di testa vincente di Kone in posizione di fuorigioco; decisione giustissima. Al 35' dentro Cristaldo per pazienza tra i rossoblu' di casa. Il Bologna ci prova nonostante l'inferiorita', mentre il Torino si limita al possesso palla e non sfrutta le ripartenze. Al 41' Cerci in area offre un buon pallone all'immobile Farnerud che resta inspiegabilmente fermo.

ATALANTA-FIORENTINA 0-2, BRILLANO "SECONDE LINEE" VIOLA - La Fiorentina espugna lo Stadio Atleti Azzurri d'Italia e raggiunge in classifica, a 10 punti, l'Inter e la Juventus, portandosi al secondo posto. I viola hanno dimostrato grande maturita', vincendo per 2-0 (con un gol per tempo) sul campo di un'Atalanta che stenta ad esprimere il calcio apprezzato da tutti della passata stagione. Negli ospiti, privi di Gomez, Cuadrado, Pizarro, Ilicic e Jakovenko, hanno brillato le "seconde linee", ovvero Mati Fernandez e Wolski, oltre al ritrovatissimo Rossi e al centrocampo di ferro, composto dagli efficaci Ambrosini, Aquilani e Borja Valero. Vincenzo Montella a inizio gara infatti non ha cambiato l'assetto della sua squadra, puntando sulla difesa a tre, con Savic titolare preferito a Roncaglia, sul fitto e solido centrocampo, completato da Fernandez e Pasqual, e sul "duo corto" Rossi-Wolski.Nei padroni di casa, allo stesso modo, Stefano Colantuono si e' affidato inizialmente al collaudato 3-5-2, con tre modifiche rispetto all'ultima uscita, ovvero Migliaccio in mezzo per lo squalificato Cigarini, Brivio sulla sinistra preferito a Del Grosso e Moralez in avanti al posto di Bonaventura. Durante tutta la gara, fin dalle prime battute, si e' vista una Fiorentina piu' convinta e certamente piu' pericolosa. Al 16', dopo un timido tentativo in mischia di Yepes, Wolski ha girato bene verso la porta dei bergamaschi; ma Consigli ha risposto "presente". Al 30' Mati Fernandez ha concluso spedendo la sfera di poco sopra la traversa ed e' stato il preludio al gol del vantaggio dei viola. Al 41', dopo un tentativo di testa di Carmona, deviato da Tomovic ad un soffio dal palo, Wolski ha colpito bene di testa su cross di Borja Valero: Consigli ha deviato la palla sulla traversa, poi Mati Fernandez e' stato il piu' lesto di tutti e ha ribadito in rete con un facile tap-in. Nella ripresa l'Atalanta ha provato a reagire; ma gli ospiti hanno confermato la loro solidita'. Al 10' Migliaccio ha colpito la traversa (di testa); ma Neto faceva buona guardia. Al 17' il neo entrato Joaquin ha impensierito Consigli; quattro minuti dopo Rossi ha mancato il bersaglio da buona posizione. Anche in questo caso si e' trattato di prove generali: al 24' "Pepito" e' andato in gol con un sinistro preciso da buona posizione, sfruttando al meglio la torre di Rodriguez e il buco della retroguardia degli orobici. I padroni di casa, a questo punto, si sono riversati in attacco a testa bassa e al 31' Denis ha fallito l'occasione per accorciare le distanze, sparando da due passi addosso a Neto. Su questa parata, in pratica, si sono chiuse le ostilita'. Vittoria meritata per la "ridimensionata" Fiorentina, condizionata dagli infortuni, ma guidata con saggezza da Rossi e dai metronomi del centrocampo.

 

JUVENTUS-VERONA 2-1, LLORENTE ESORDISCE CON UN GOL  - Seppur non brillando, la Juventus porta a casa i tre punti nella gara giocata allo Stadium di Torino contro il Verona. I bianconeri rimontano lo svantaggio iniziale e archiviano la gara con il risultato di 2-1. La Juve di questo periodo e' un po' come un motore che stenta a carburare e, in avvio, di palloni dalle parti di Rafael ne arrivano pochi, anche per merito di un Verona che con il suo 3-5-1-1 bada prima di tutto a serrare ogni via. In avanti c'e' il tanto atteso Llorente, esordio con gol per lui, insieme a Tevez. Ma il primo tiro un po' insidioso arriva da un cross svirgolato dalla destra di Isla che al quarto d'ora costringe l'estremo difensore gialloblu' alla deviazione in corner. Un minuto prima era stato Cacia a provare a far male alla Juve, ma sull'incursione della punta era stato bravo Barzagli a stoppare tutto. Con il passare dei minuti la Juve aumenta il ritmo, ma il gol non arriva: Tevez ci prova in un paio di occasioni con poca fortuna. L'Apache si muove con buon disinvoltura e al 32' e' ancora lui a rendersi pericoloso: il triangolo con Vidal si chiude con l'argentino che entra in area ma al momento della conclusione e' disturbato da Agostini di quel tanto che basta per calciare in 'bocca' a Rafael. Il Verona cerca di sfruttare ogni singola sbavatura della Juve e da una di queste, al 36', arriva il momentaneo vantaggio esterno con Cacciatore che da un corner dalla sinistra sfrutta la torre di Moras e tutto solo infila da due passi complice una difesa bianconera distratta. La Juve mantiene la calma e quattro minuti piu' tardi pareggia con Tevez, ancora lui, che servito da Bonucci entra in area e incrocia di destro sul palo opposto. Il numero 10 non viene invece premiato quando nel secondo minuto di recupero si vede respingere la conclusione a giro dalla distanza prima da un palo e poi dall'altro, mentre e' piu' fortunato Llorente qualche secondo piu' tardi quando sul cross dalla destra di Vidal infila Rafael di testa mandando la Juve al riposo in vantaggio. L'esultanza sotto la curva e' rabbiosa, quasi a scaricare la tensione per la lunga attesa prima che Conte gli desse una chance da titolare. La musica non cambia di molto nella ripresa, con la Juve chiamata a mantenere il possesso palla e a riversarsi di continuo nella meta' campo veronese e gli ospiti a provare a rispondere di rimessa. Dalla distanza ci prova prima Pirlo al 19', con Rafael chiamato alla deviazione volante in corner, e su azione due minuti piu' tardi Pogba che si vede respingere la palla dalla traversa. Il Verona dalle parti di Storari non si fa praticamente mai vedere, nonostante Mandorlini inserisca una punta in piu', argentino Gomez Taleb, per Donati, e solo in avvio di tempo, al 7', un grande intervento di Bonucci salva su Jorginho pronto a concludere da distanza ravvicinata. Conte, invece, ributta nella mischia Marchisio ad oltre un mese dall'infortunio al ginocchio e cerca freschezza in attacco con Vucinic e Giovinco per Llorente e Tevez. Nel finale il risultato non muta, con la Juve sale a 10 punti in classifica e il Verona che dimostra di essere squadra ostica per tutti ma decisamente piu' prolifica in casa che fuori.

CATANIA-PARMA 0-0, BRUTTO MATCH E IL PARI E' INEVITABILE - Al 'Massimino' il Catania e il Parma giocano un brutto match per uno 0-0 finale quanto mai giusto e inevitabile. Davvero poche le occasioni da una parte e dall'altra di una partita comunque condizionata da un terreno di gioco molto pesante a causa delle abbondanti piogge cadute negli ultimi giorni sulla citta' etnea. Gioco frenato e giocatori che faticavano a mantenere l'equilibrio. Dopo le prime tre deludenti giornate Maran vira sul 3-5-2 con Barrientos in appoggio a Bergessio. Modulo speculare per Donadoni che schiera la formazione-tipo con l'unica eccezione di Acquah al posto di Gargano. Prima frazione giocata a ritmi a dir poco blandi, con scarso gioco e molte iniziative personali, per la verita' senza particolare brillantezza. Troppi errori in fase di impostazione per il Catania, mentre il Parma si limita al compitino difendendosi con ordine e con un Cassano impalpabile, tanto da essere sostituito all'intervallo. E cosi' durante i primi 45 minuti Andujar e Mirante sono praticamente inoperosi. Le uniche emozioni sono una conclusione in spaccata di Bergessio dopo due minuti che sfiora il palo su cross di Plasil e un rigore reclamato al 15' dai padroni di casa quando Gobbi stende con una robusta spallata il difensore Spolli che aveva superato Felipe con un tunnel. Mazzoleni lascia proseguire. Al 32' fuori per infortunio Bergessio, dentro il figliol prodigo Maxi Lopez. Spolli si conferma il miglior attaccante dei suoi colpendo pericolosamente di testa al 44' su calcio da fermo. Ma e' troppo poco per un primo tempo che finisce sotto i fischi dei tifosi del Massimino. La ripresa non parte sotto diversi auspici: il primo tiro in porta arriva soltanto al quarto d'ora ed e' una bella giocata di Amauri che si destreggia al limite dell'area in mezzo a due avversari e calcia forte sul secondo palo, Andujar si fa trovare pronto. A conti fatti, si tratta del primo tiro pericoloso verso lo specchio di una delle due porte. I ducali si mostrano piu' volitivi e lentamente prendono in mano le redini della partita. Ancora l'italobrasiliano si rende pericoloso con un tentativo di rovesciata e un paio di conclusioni rimpallate dai difensori avversari. I tifosi di casa cominciano a rumoreggiare ed invitano esplicitamente i propri giocatori a tirar fuori gli attributi. Il Catania pero' sembra lontano parente della bella squadra ammirata la scorsa stagione e fatica a macinare gioco. Al 32' fiammata rossazzurra: bella discesa sulla sinistra di Monzon che salta due avversari e crossa pericolosamente, dall'altro lato la riprende Plasil che sfiora il vantaggio con una diagonale potente a Mirante battuto. A cinque minuti dalla fine i ducali hanno la grande chance di portarsi a casa il bottino pieno: Acquah fa tutto bene ma Legrottaglie effettua un recupero miracoloso e salva la porta di Andujar. L'intervento dell'ex Juventus vale un gol ed e' anche l'ultima vera azione di gioco. Dopo quattro minuti di recupero Mazzoleni dice che puo' bastare e il Catania esce tra i fischi assordanti del suo pubblico. Ma il punto serve comunque a entrambe le squadre per smuovere la classifica.

 

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