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Sport
Zanetti saluta: "Vi amerò per sempre". San Siro commosso, poker Inter

di Lorenzo Lamperti

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Mourinho, Moratti, Baggio, Cambiasso, Cordoba e... Messi. La serata di San Siro comincia con l'omaggio dei più grandi della storia recente dell'Inter e del più grande calciatore degli ultimi anni a Javier Zanetti, il grande, immenso capitano che è arrivato al canto del cigno dopo 19 anni in nerazzurro. Ma con la Lazio c'è da conquistare la qualificazione alla prossima Europa League e Mazzarri non si fa intimidire: el Tractor parte dalla panchina. Da brividi l'urlo ripetuto dello stadio che scandisce più volte il nome del suo eroe. Gli spalti sono pieni, tranne quel gigantesco e doloroso vuoto nella Curva Nord. Fischi compatti e assordanti, ed è la prima volta, per Mazzarri.

PRIMO TEMPO – Di fianco a Zanetti siedono anche Guarin e Milito. Degli eroi del triplete l'unico superstite in campo è Samuel. Al posto dello squalificato Cambiasso trova spazio Kuzmanovic. Davanti confermata la coppia Icardi-Palacio. La Lazio, decimata da squalifiche e infortuni, lancia il tandem Keita-Klose. Candreva e Mauri, in non perfette condizioni, partono dalla panchina. Pronti via e dopo neppure 100 secondi la Lazio passa in vantaggio su azione di corner. La difesa nerazzurra è in versione presepe fuori stagione, dopo un colpo di testa la palla arriva a Biava chwe a porta vuota spinge in rete. Al 6' pronta reazione dell'Inter: invenzione in verticale di Kovacic per Palacio che di punta supera Berisha: 1-1. Al 24' clamorosa occasione in contropiede per i biancocelesti ma Keita, invece di servire palla a sinistra calcia centrale e Handanovic si oppone. Un minuto dopo è ancora il giovane attaccante dal passaporto spagnolo a seminare il panico nelle retroguardia nerazzurra ma il suo tiro cross non trova deviazioni. Al 35' altra giocata sontuosa di Kovacic: apertura muostruosamente geniale d'esterno per Icardi che davanti a Berisha non sbaglia e infila il 2-1. Ora l'Inter straripa. Al 37' sempre Kovacic fa partire l'azione, Rolando lancia Nagatomo che crossa di prima intenzione: la palla arriva a Palacio che fa tris sotto le gambe del frastornato portiere laziale. Al 40' San Siro in delirio per Zanetti che comincia a scaldarsi e salutare i tifosi battendosi la mano sul cuore.

SECONDO TEMPO – Subito un cambio nella Lazio: esce Gonzalez ed entra Ledesma. Al 51' arriva uil monento che tutti aspettavano: flash da tutto lo stadio per l'ultimo ingresso sul prato di San Siro di Zanetti, che entra al posto di Jonathan. Al 54' parata da campione di Handanovic che respinge un colpo di testa a botta sicura di Biava. Al 63' altra ovazione per Diego Milito. L'eroe del Bernabeu prende il posto di Palacio. Al 67' Reja manda in campo Candreva che rileva Onazi. Al 72' altro grande intervento di Handanovic che alza coi piedi un tiro di Felipe Anderson deviato da Rolando. Al 74' ultimo cambio nall'Inter con Taider per Kuzmanovic. L'Inter sembra sulle gambe. Nel giro di due minuti Handanovic deve opporsi prima a Candreva e poi di nuovo a Felipe Anderson. Al 78' però i nerazzurri servono il poker. Kovacic serve Hernanes che dal vertice dell'area si accentra e batte Berisha con un gran sinistro sul secondo palo. A pochi secondi dal 90' altra emozione da libro cuore. Un solitario invasore di campo viene braccato dal servizio d'ordine, ma Zanetti fa subito da paciere e scorta il tifoso fuori dal campo abbracciandolo. Dopo il fischio finale è tempo di festa e degli ultimi passi nella Scala del Calcio di un attore, quello col numero 4, che la Milano nerazzurra non potrà mai dimenticare. "Vi amerò per sempre", ripete un commosso Zanetti al microfono al suo popolo che gli dedica un saluto come si deve. Da stasera l'Inter, e il calcio, sono un po' più poveri.

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LE PAGELLE DELL'INTER

HANDANOVIC 7. Contribuisce al caos del gol subito a freddo ma poi diventa insuperabile.

RANOCCHIA 7. Molto attento e quasi sempre in anticipo.

SAMUEL 7. Ultima recita a San Siro senza sbavature per il Muro nerazzurro.

ROLANDO 5,5. Dalla sua parte la Lazio si rende spesso pericolosa.

JONATHAN 6. Non affonda come faceva a inizio stagione ma non soffre neppure. (ZANETTI 10. Un grande capitano, una grande bandiera, un grande calciatore, un grande uomo. Indimenticabile).

HERNANES 6,5. Riscatta una prova non estaltante con un gran gol alla sua ex squadra.

KUZMANOVIC 5. Nota dolente della serata nerazzurra. Non può essere lui il regista dal quale questa squadra deve ripartire. (TAIDER s.v.)

KOVACIC 8,5. Partita semplicemente impressionante. Mateo è sbocciato. Tre assist, due dei quali geniali, qualità a quantità industriali. Vince sempre l'uno contro uno. Se diventasse cattivo nella conslusione diventerebbe un centrocampista totale. La serata dell'addio di Zanetti può diventare anche la serata della nascita di un nuovo campione.

NAGATOMO 6. La sua spinta è continua e generosa, ma è spesso impreciso.

PALACIO 7,5. Due gol da attaccante puro. Torna spesso e volentieri a dare una mano in mezzo al campo. Altro punto fermo dell'Inter che verrà. (MILITO 6. Il Principe saluta San Siro senza il gol che avrebbe tanto desiderato ma si gode l'amore infinito dei tifosi ai quali ha regalato il Triplete).

ICARDI 6,5. Torna al gol dopo qualche settimana di astinenza. Un altro tassello dal quale la nuova Inter non può prescindere.

ALL. MAZZARRI 6,5. Finalmente lancia Kovacic. Sarà stato davvero merito del periodo in naftalina se ora il talentino croato sembra essere così maturato? Si prende gli ingenerosi fischi di San Siro prima dell'avvio ma con questi tre punti l'Europa è davvero vicina.

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