Anunciati i primi concorrenti della nuova edizione del programma di Milly Carlucci. Tra ex calciatori, influencer, personaggi da copertina e volti televisivi spunta lui: Eugenio Finardi. Se ce lo avessero raccontato qualche anno fa avremmo chiesto immediatamente dove fossero le telecamere nascoste.
C’è Alessandro Matri, e va bene. C’è Jimmy Ghione, e ci sta. Ci sono Aurora Ramazzotti, Anna Safroncik, Riccardo Rossi, Noemi Bocchi e Alberto Ravagnani. Insomma, il tradizionale frullatore di Ballando con le Stelle, dove prima o poi finisce qualsiasi celebrità italiana dotata di articolazioni più o meno funzionanti e disponibilità per qualche sabato sera.
Poi leggi l’ottavo nome: Eugenio Finardi. E rileggi, incredulo.
Finardi, dalla Musica ribelle al paso doble
Se vent’anni fa qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei visto Finardi in gara a Ballando, avrei pensato a una puntata particolarmente sadica di Scherzi a parte. Avrei cercato la telecamera dietro la libreria. Perché Finardi appartiene a quella categoria di musicisti che abbiamo sempre immaginato geneticamente incompatibili con lustrini, palette, tesoretti e commenti sulla corretta apertura delle anche.
Uno che cantava Musica ribelle e La radio adesso dovrà probabilmente sentirsi spiegare se il suo tango è stato sufficientemente “intenso”. È il meraviglioso potere della televisione italiana: prima o poi riesce a trasformare anche il rock in un casqué.
Il cantautore, 74 anni, ha appena celebrato mezzo secolo di carriera e ha partecipato tre volte al Festival di Sanremo. Ora si prepara alla pista di Rai1.
Il grande luna park della celebrità italiana
Intendiamoci: Finardi può fare ciò che vuole e magari sarà pure bravissimo. Il problema non è lui. È quell’impressione sempre più forte che lo spettacolo italiano abbia abolito ogni confine: cantanti, ex preti, compagne di calciatori, figli d’arte, giornalisti, influencer ed ex centravanti vengono convocati nello stesso gigantesco villaggio vacanze televisivo. Che amarezza…

