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Karina Castorani Gosteva lancia il ritratto plastico

La corrente artistica creata da Karina può interpretare ogni tipo di soggetto, anche un prodotto o una sede aziendale

Karina Castorani Gosteva lancia il ritratto plastico

Karina Castorani Gosteva lancia il ritratto plastico

Dopo aver chiuso con il botto il 2025, Karina Castorani Gosteva si appresta a lanciare, nei prossimi mesi, una corrente artistica: il ritratto plastico.

Ma facciamo un passo indietro. Mercoledì 3 dicembre, la giovane artista ha battuto il proprio record d’asta con “Fire Soul 3”, una tecnica mista di cm.90×90 che a Capitolium Art, una delle auction house italiane in maggiore crescita, era stata comprata per 3.900 euro.

Un risultato ottenuto probabilmente anche sulla scia del successo di pubblico e di critica registrato dalla bipersonale “Il vino e il fuoco”, che Karina aveva tenuto in ottobre, presso lo Spazio Roseto di Milano, in abbinata con un importante artista storicizzato: il Maestro parigino Bernard Aubertin, allievo prediletto di Yves Klein e rappresentante di punta del Gruppo Zero in Francia.


 

Ora Castorani Gosteva, laurea all’Accademia di Belle Arti Naba di Milano, una delle esponenti più interessanti della Millenials Generation, sta preparando una mostra dove presenterà la sua nuova corrente, appunto il ritratto plastico. Di cosa si tratta? Nella semiotica visiva, si distingue tra analisi figurativa e analisi plastica. Nella prima si analizzano le immagini di un’opera d’arte in quanto rappresentazioni del mondo (o della fantasia).

Si occupa cioè delle cosiddette opere figurative. La semiotica plastica invece studia linee, colori, organizzazioni dello spazio, indipendentemente se queste definiscono o meno una figura. Per fare un esempio, se si analizza un dipinto che raffigura un’oliva verde in un piatto bianco ovoidale, la semiotica visiva figurativa riconosce appunto un’oliva verde in un piatto bianco ovoidale. Quella plastica è indifferente a cosa rappresentino le immagini nella realtà e si concentra su sensazioni, emozioni e messaggi che possono essere suscitati da una figura verde a forma di oliva, collocata al centro di una grande figura bianca ovoidale.

Nei ritratti plastici, di cui Castorani Gosteva può essere definita caposcuola, la giovane artista parte da immagini figurative, costituite per lo più da fotografie. Le rielabora successivamente al computer ottenendo composizioni che perdono quasi del tutto la dimensione figurativa, ma che, a livello plastico, danno lo stesso spirito del precedente ritratto figurativo.

Riesce a comunicare l’anima del soggetto ritratto, anche se l’opera è ormai quello che comunemente viene chiamato “un astratto”. Questo grazie alla sua intuizione e sensibilità d’artista e alle sue conoscenze della psicologia della Gestalt, che insegna come trasmettere percezioni semplicemente dalla composizione di linee, forme e colori.

Il primo esempio di ritratto plastico di Karina è stato “Anna soul”, eseguito nel dicembre del 2024. L’artista millennial è partita da alcune foto della modella e le ha rielaborate al computer, ottenendo un’opera in cui non si riconoscevano più le fattezze fisiche di Anna, ma se ne coglieva l’anima.

Va sottolineato che la corrente artistica creata da Karina si chiama Ritratto plastico, ma può interpretare ogni tipo di soggetto, anche un prodotto o una sede aziendale. Infine, ricordiamo che Castorani Gosteva, dopo aver stampato l’opera, la lavora a mano, rendendola un pezzo unico.