Tajani: “Artico sempre più strategico, venerdì la linea del Governo”
Nella sua informativa al Senato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato del “grande tema dell’Artico, sempre più strategico alla luce dei cambiamenti climatici”. Nel suo intervento ha quindi affermato come sulla “questione della Groenlandia siamo impegnati a sostenere una posizione unitaria dell’Unione Europea e della Nato nel rispetto della sovranità del Regno di Danimarca”. “Posso anticipare – ha annunciato – che venerdì presenterò la nuova Strategia per l’Artico elaborata dal Governo proprio per rispondere a queste sfide”.
Tajani: “La tregua a Gaza regge, continua nostro impegno umanitario”
“Se la fragile tregua a Gaza sembra reggere, non per questo possiamo smettere di impegnarci per l’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza, che ci vede in prima fila nel sostegno alla popolazione palestinese, e in prospettiva per contribuire all’obiettivo di due Stati per due popoli nella sicurezza reciproca”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato.
Tajani: “Dialogo con Iran non è accettare chi reprime con violenza”
“Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato. “Il valore della libertà è il presupposto della nostra azione di governo” era stata poco prima la sua premessa. “Quella libertà per la quale, non posso non ricordarlo, in questi giorni le donne e gli uomini dell’Iran si stanno battendo nelle strade e nelle piazze – ha aggiunto, interrotto da un lungo applauso – pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazioni, probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile”. “Noi speriamo, e faremo tutto il possibile, anche proprio in virtù della capacità di dialogo che abbiamo sempre mantenuto, perché in Iran cessi l’uso della pena di morte contro gli oppositori politici e si avvii una transizione pacifica verso la libertà e il diritto dei popoli a scegliere il proprio governo, le proprie istituzioni, il proprio futuro” ha concluso Tajani.
Applausi bipartisan in Senato per la liberazione di Burlò e Trentini e per l’Iran
Due lunghi applauso bipartisan, in Senato, con i parlamentari che si sono alzati in piedi, hanno scandito l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla situazione in Venezuela. Il primo è scattato quando il ministro ha parlato della “grande emozione, che condivido con l’Aula, e della soddisfazione mia personale e del governo per la liberazione dei connazionali” Mario Burlò e Alberto Trentini. Il secondo applauso c’è stato quando Tajani ha ricordato le proteste in piazza in Iran.
Tajani: “Vogliamo con il Venezuela una fase nuova”
“Ora che la stagione di Maduro, segnata da oppressione e violenza, è nel passato, il nostro obiettivo, come indicato dal Presidente del Consiglio, è avviare una fase nuova, attivando un partenariato positivo con le Autorità guidate da Delcy Rodriguez”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo su Venezuela al Senato. “Il rilascio dei prigionieri politici è un segnale forte che la nuova Amministrazione ha voluto lanciare. Siamo aperti a raccoglierlo con speranza e a costruire una collaborazione diversa con la nuova leadership di Caracas nell’interesse superiore dei venezuelani e della sicurezza internazionale”. In questo quadro, ha aggiunto, “il Governo ha deciso di elevare lo status della nostra Rappresentanza diplomatica a Caracas da Incaricato d’Affari ad Ambasciatore a pieno titolo”.
“Il benessere del popolo venezuelano deve prevalere su qualsiasi altra considerazione” ha proseguito il ministro. “Ho dato mandato alla nostra Cooperazione allo Sviluppo di avviare una serie di iniziative urgenti di collaborazione tecnica ed economica, a partire dal settore sanitario, a favore della popolazione”, e “vogliamo collaborare su questo anche con le organizzazioni della società civile attive nel Paese, e con la Chiesa locale”, ha concluso. Tajani ha spiegato di averne già parlato con l’Arcivescovo di Caracas, Raul Biord Castillo, con cui sono già stati instaurati “rapporti costruttivi”.
Svizzera, Tajani: “Continueremo a esigere accertamento rigoroso responsabilità”
“Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’informativa al Senato sui fatti di Crans-Montana, evidenziando che “la mattina del 2 gennaio a Sion ho incontrato il presidente del Canton Vallese, il Comandante della Polizia cantonale e la Procuratrice generale, ai quali ho chiesto il massimo impegno per l’accertamento rigoroso dei fatti, per l’individuazione di ogni responsabilità e per l’adozione di tutte le misure necessarie affinché i colpevoli vengano perseguiti”.
Svizzera, Tajani: “Comportamenti negligenti sotto gli occhi di tutti”
“E’ vero: molto è stato detto e scritto in merito alle cause della tragedia di Crans-Montana. Non spetta a me formulare giudizi in questa sede. Voglio però rassicurare quest’Aula: il Governo sta seguendo sin dall’inizio, con la massima attenzione, l’evolversi delle indagini, tanto in Svizzera quanto in Italia. Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’informativa al Senato sui fatti di Crans-Montana.
Svizzera, Tajani: “Al fianco dei 14 feriti, faremo il possibile perché tornino a loro vite”
“Si dice che chi salva una vita salva il mondo intero. Per questo rivolgiamo oggi un pensiero di speranza ai quattordici giovani connazionali feriti. Garantiremo loro tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla tragedia di Crans Montana, nel suo intervento in Senato, durante il quale ha sottolineato che “sarà talvolta un percorso lungo, ma verrà fatto tutto il possibile affinché questi ragazzi, grazie al lavoro dei nostri medici e infermieri, possano presto tornare alle loro vite accanto ai loro affetti”.
Svizzera, Tajani: “Risposta Italia immediata, garantite cure tempestive a feriti”
“La risposta dell’Italia è stata immediata. Siamo stati in grado di garantire cure tempestive ai feriti e supporto psicologico alle famiglie, dimostrando ancora una volta l’efficienza del nostro sistema di gestione delle emergenze”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’informativa al Senato sui fatti di Crans-Montana.
“Un lavoro delicato è stato svolto anche per il rientro in Italia delle salme delle giovani vittime, che ho voluto fosse realizzato in tempi rapidi con un C130 dell’Aeronautica Militare e attraverso il coordinamento tra Unità di Crisi, Protezione Civile, Prefetture e Comuni”, ha aggiunto il ministro.
Svizzera, Tajani: “Tragedia ferita aperta per intera comunità nazionale”
“La tragedia di Crans-Montana è una ferita aperta per l’intera comunità nazionale. Per questo, mi sono immediatamente recato sul posto la mattina del 2 gennaio per essere vicino alle famiglie e portare la vicinanza del Governo e di tutte le Istituzioni”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’informativa al Senato sui fatti di Crans-Montana.
“Permettetemi di dire, cari senatori, che poche volte, in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica, ho percepito e condiviso un dolore così straziante, un’angoscia così profonda”, ha proseguito Tajani, secondo cui “il sentimento che ho provato quando sono entrato a Le Constellation, vedendo decine di scarpe, giacche ed oggetti personali per terra, mentre le tv mostravano le immagini della tragedia, è stato veramente un colpo al cuore che ha lasciato un segno perché ognuno di noi poteva avere un figlio o un nipote là”.
“Sono cose che non devono accadere, che non possono accadere. Più che come ministro della Repubblica o come rappresentante del nostro Paese all’estero, mi sono sentito padre, nonno e ho versato in silenzio qualche lacrima perché era una scena tremenda quella che ho visto”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.

