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Viaggi
A St.Moritz, il salone delle feste delle Alpi, con il Bernina Express

Di Harry di Prisco

Partire è indispensabile, staccare la spina quando si può è importante e scegliere una meta a contatto con la natura è l’optimum. In Svizzera si può per rinfrescare un po' le idee e rilassare il corpo e la mente per una vacanza all'insegna del relax e del benessere. E allora il bagaglio è pronto per cominciare l’avventura, per respirare un po' d'aria pura, un'aria più fresca e meno umida, godendo anche di qualche massaggio, bagno rilassante, passeggiate in splendidi paesaggi naturali e mangiare senza cucinare, degustando le prelibatezze del luogo.

Il territorio elvetico ha da sempre affascinato scrittori e filosofi, sia come fonte di ispirazione, sia come luogo di quiete. Con ventiseimila chilometri suddivisi tra treni autobus, battelli, ferrovie di montagna e impianti di risalita, la Svizzera è un enorme parco di divertimento per tutti. E proprio i “panorami” sono il motivo conduttore del 2014, lanciato dalla Svizzera Turismo (www.svizzera.it), numero verde 0080010020030, che si possono ammirare un po’ dappertutto in montagna come in città. Tutto questo e molto altro ancora si può vivere soprattutto a bordo dei trenini rossi della Ferrovia retica (www.rhb.ch), facilitati  da “carrozze panoramiche a cupola vetrata", costruite appositamente per i treni "Bernina Express", che consentono di godere a pieno del più grande spettacolo delle montagne che solo la natura può offrire. 

Il Bernina Express in particolare offre un’emozione lunga 122 chilometri, due ore da vivere immersi nella natura comodamente seduti.  È dal 7 luglio 2008 che il 30% delle linee, dell’Albula e del Bernina, sono patrimonio mondiale dell’UNESCO, grazie al connubio fra arte ingegneristica e paesaggio, mentre il 20% delle tratte si trovano sopra o all’interno di opere architettoniche. Il tracciato della ferrovia retica è diventato patrimonio mondiale, quale esempio innovativo dal punto di vista tecnico di accesso al paesaggio alpino oltre ad essere annoverato tra le ferrovie a scartamento ridotto, lunga 384 chilometri, più spettacolari del mondo.

«Non è possibile scoprire la Svizzera senza usare la Ferrovia Retica. Qui siamo nel mondo del concerto generale dei treni, la sincronizzazione è perfetta non solo con le coincidenze, ma si cerca di far arrivare il treno al binario vicino, scendendo comodamente senza gradini e  addirittura si cerca di far incrociare le prime classi con le prime classi degli altri treni, gli orologi sui treni e nelle stazioni mostrano all’unisono la medesima ora precisa al secondo»: sono parole del rappresentante per l’Italia della Ferrovia Retica SA (www.rhb.ch), Enrico Bernasconi, che ci ha accolto alla stazione di Zurigo  dopo un comodo volo Swiss (www.swiss.com) da Roma. Proprio  a giugno la Ferrovia retica ha festeggiato 125 anni di viaggi affascinanti, attraverso il Cantone dei Grigioni  e le attrazioni non mancano. Lungo il percorso del Bernina Express da non perdere la visita al Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia, che permette di guardare dentro le “marmitte dei giganti”, frugando nel passato della terra. Sono imponenti formazioni di ghiaccio, interessanti testimoni dell’ultima era glaciale.

Una sosta golosa è di prassi fare per assaporare i “pizzoccheri”, un piatto semplicemente obbligatorio sulla tavola degli ospiti. Questa pasta di grano saraceno e frumento è da generazioni un piatto apprezzato e sostanzioso del menù  che offre Primo Semadeni ad Alp Grum nell’albergo - ristorante che gestisce da otto anni. L’ambiente è accogliente e speciale, qui a 2091 metri di altitudine, vi si potrà arrivare solo con il Bernina Express. Il panorama di rara bellezza abbraccia la Val Poschiavo fino alle Alpi Bergamasche e il gigantesco ghiacciaio «Vadret da Palü», che si erge a ponente. La confederazione è un territorio felice al centro dell’Europa, aggrappato alla catena montagnosa delle Alpi. Cioccolato, orologi a cucù, banche, monti innevati e chalet decorati con fiori rossi e poi il formaggio, la letteratura, l’ arte, l’amore per la natura sono punti di forza di questo Paese che non smette mai di stupire.

Un fascino particolare, come se qui il tempo si fosse fermato, merita il Comune di Poschiavo, che ha bisogno di maggiore attenzione. Molto è stato fatto nei primi del Novecento dagli abitanti, che con amore e cura del loro territorio si sono prodigati per mantenere viva e bella questa vallata. Ne sono un esempio le eleganti case, che spiccano per i colori vivaci nel “quartiere spagnolo”, ognuno con il suo orticello, costruite dagli emigranti, che ritornarono a Poschiavo dopo aver trovato fortuna in Spagna. Le poche attività moderne si fondono in maniera egregia con l'allevamento e la pastorizia,  la raccolta del fieno e dei frutti che fa ritornare alla memoria i tempi passati quando le sorelle Tomè vivevano in quei “locali” semplici che comprendevano anche la stalla e la cucina e dove ancora oggi, che è diventato un museo contadino, si possono sentire gli odori della semplice vita di un tempo. La presenza del turismo, tranquillo e rispettoso, non guasta ma anzi valorizza le caratteristiche di questa valle, essendo giustamente suddiviso tra il turismo di relax al Lago di Poschiavo fino a quello escursionistico su sentieri (per tutte le età) tipico degli alpeggi. Attenzione all'unico effetto collaterale il troppo relax può dare assuefazione.  

Da una città all’altra sempre utilizzando il trenino rosso del Bernina ci aspetta St. Moritz in Val Engadina, nel Cantone dei Grigioni, sulle sponde dell’omonimo lago, una delle più ambite mete turistiche d’Europa. St. Moritz ha conservato una natura integra che, anche grazie alla qualità delle infrastrutture, la rende un vero e proprio paradiso per gli amanti della montagna in qualsiasi stagione dell’anno. E’ qui che è nato, a fine Ottocento, il turismo alpino invernale, consolidandosi poi fino a far diventare la cittadina, il cui nome è protetto da un marchio di qualità, la numero uno delle destinazioni di vacanza delle Alpi. Tutta la sua storia è costellata di primati e non solo sul fronte turistico: fu la prima città svizzera a dotarsi di un impianto di luce elettrica; la prima nei Grigioni a far uso dei telefoni; la prima dell’arco alpino a veder sfilare un tram e a tirar su dal nulla un albergo di lusso, come il mitico “Palace”,  fondato da Johannes Badrutt, pioniere della ricettività alberghiera. E fu proprio Saint Moritz, che ha ospitato il primo ufficio turistico in Svizzera e sempre qui che nel 1929 nacque la prima scuola di sci elvetica. 

Nel ricco panorama degli hotel di St. Moritz c’è il prestigioso Hotel “Steffani” di Peter Marky, sito al centro della cittadina. L’accoglienza qui è garantita dal padrone di casa e da un personale altamente professionale fatto di 119 dipendenti, compresi i 18 cuochi ed il personale di sala, che sono quasi tutti italiani (beneventano è Maurizio Miccio, maitre di uno dei ristoranti dell’hotel, mentre sardo è lo chef Marco Piroddi).

Gli italiani a St Moritz sono graditissimi e molti dei giovani dei paesi frontalieri  lavorano in città ritornando, poi, in serata alle proprie abitazioni in territorio italiano, come Elisabetta Nana di Chiavenna, che lavora nell’ antica Pasticceria Hauser, che non mancherà con le sue prelibatezze di soddisfare anche i palati più esigenti.  Intanto Elisabetta in soli 45 minuti ogni giorno raggiunge la sua casa oltre frontiera.

Rimaniamo nel tempio della golosità di St. Moritz e non c’è miglior cosa che entrare anche nell’ultracentenaria pasticceria Hanselmann con una nota di Belle Époque che fa angolo con la piazza del Municipio.  Una meta obbligatoria, data la sua fama in tutta l'Engadina. Qui si potranno trovare vere e proprie chicche per palati intenditori, come la torta di noci engadinese o diversi tipi di cioccolato,  a cui si ispira anche la nota romanziera italiana Rosetta Loy nel suo libro “Cioccolata da Hanselmann” .

 

                                                                                

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