AstraZeneca, nuovi investimenti nel Paese per 66,2 milioni in tre anni: 200 centri e strutture sanitarie sul territorio nazionale coinvolti
AstraZeneca annuncia un programma di investimenti da 66,2 milioni di euro in Italia nei prossimi tre anni, destinato alla ricerca e all’innovazione nel settore biofarmaceutico. L’iniziativa coinvolgerà oltre 200 centri di ricerca, istituti e strutture sanitarie distribuiti sul territorio nazionale. Il programma sarà realizzato anche grazie al cofinanziamento di 20 milioni di euro del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del ministero delle Imprese e del Made in Italy, erogato attraverso la Fondazione Tech e Biomedical.
Secondo quanto riportato nella nota, l’iniziativa punta a valorizzare il ruolo della ricerca clinica attraverso la collaborazione tra pubblico e privato, con ricadute che comprendono l’accesso precoce dei pazienti all’innovazione, il rafforzamento della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, il trasferimento tecnologico, la crescita economica e lo sviluppo di nuove filiere nell’ecosistema italiano delle Life Sciences. In base alle stime disponibili, il programma potrebbe determinare un impatto economico complessivo di circa 180 milioni di euro sul Pil italiano e potenziali costi minori per il Servizio sanitario nazionale stimati in circa 225 milioni di euro.
L’investimento arriva in una fase di forte trasformazione della ricerca biofarmaceutica internazionale. AstraZeneca ricorda che negli ultimi trent’anni la quota europea degli investimenti globali in ricerca e sviluppo biofarmaceutico è passata dal 43% del 1990 al 31% del 2020, mentre quella degli Stati Uniti è salita dal 36% al 53% e la Cina ha raggiunto il 9%.
Nel 2023, inoltre, sono stati avviati circa 6.300 nuovi studi clinici in Cina, contro circa 1.900 in Europa. A livello mondiale risultano in sviluppo circa 23.000 candidati farmaci, mentre una parte significativa degli investimenti più recenti nella ricerca, nella sperimentazione clinica e nella capacità produttiva si è concentrata negli Stati Uniti e in Asia.
In questo quadro, secondo quanto evidenziato dall’azienda, l’Italia può contare su una rete diffusa di ospedali e centri di ricerca, competenze scientifiche riconosciute, una crescente esperienza nelle partnership pubblico-private e un sistema sanitario in grado di contribuire alla produzione di evidenze cliniche e real-world. Il rafforzamento di queste condizioni potrebbe favorire il posizionamento del Paese tra le principali destinazioni europee per gli investimenti nelle Life Sciences.
Il programma nasce dall’aggiudicazione dell’Avviso pubblico per la selezione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel settore biomedico, promosso dalla Fondazione Tech e Biomedical nell’ambito del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del Mimit. Il cofinanziamento pubblico da 20 milioni consentirà di sviluppare ulteriori attività di ricerca e innovazione in Italia in diverse aree, comprese le malattie rare, portando il valore complessivo degli investimenti di AstraZeneca nel Paese a oltre 66 milioni di euro nel prossimo triennio.
Sul fronte clinico, AstraZeneca e Alexion avvieranno 71 nuovi studi clinici registrativi, dei quali 52 dedicati a molecole AstraZeneca e 19 a molecole Alexion, con un investimento complessivo di 48 milioni di euro. Altri 12 milioni di euro saranno destinati a 24 nuovi studi osservazionali e di Real World Evidence, mentre 5 milioni saranno investiti nella ricerca indipendente e 1,2 milioni di euro in soluzioni di digital health.
Gli studi permetteranno ai pazienti eleggibili di partecipare a programmi per lo sviluppo di nuove terapie e contribuiranno, secondo la nota, a rafforzare il ruolo dei centri italiani nelle reti internazionali di ricerca clinica. Il coinvolgimento di strutture distribuite su tutto il territorio nazionale potrà inoltre favorire la valorizzazione delle competenze locali e una più ampia distribuzione delle opportunità di ricerca.
Il programma di AstraZeneca e Alexion punta infine a rappresentare “una base concreta per dimostrare il potenziale dell’Italia” nel contribuire alla leadership europea nelle Life Sciences. Tra i fattori indicati come necessari per rafforzare la competitività del Paese figurano maggiori investimenti strutturali nell’innovazione farmaceutica, un accesso tempestivo e omogeneo alle nuove terapie, procedure regolatorie più rapide e prevedibili per l’avvio degli studi clinici e strumenti di incentivo alla ricerca e sviluppo stabili nel lungo periodo. L’obiettivo indicato è collegare in maniera più efficace investimenti nella ricerca, accesso dei pazienti, sostenibilità del sistema sanitario e crescita economica, così da valorizzare gli asset italiani e rafforzare la capacità del Paese di competere sul piano internazionale.


