Hoya punta su prevenzione e innovazione: la nuova MiYOSMART iQ nasce per intervenire sulla progressione miopica durante la crescita
Hoya Vision Care ha presentato ieri a Milano, MiYOSMART iQ, la nuova generazione di lenti sviluppata per il controllo della progressione della miopia nei bambini. Un’innovazione che arriva in un contesto in cui il problema è destinato ad assumere dimensioni sempre più rilevanti: secondo le stime, entro il 2050 il 50% della popolazione mondiale potrebbe essere miope, mentre in Italia sarebbero già oltre 2 milioni i giovani con miopia.
La nuova lente rappresenta l’evoluzione di MiYOSMART e utilizza la tecnologia D.I.M.S. – Defocus Incorporated Multiple Segments, ulteriormente sviluppata attraverso il Triple Enhanced Design (TED). Il sistema prevede segmenti di defocus posizionati più vicino al centro della lente, un maggiore potere di defocus e una zona di trattamento più ampia, con l’obiettivo di rendere più efficace il controllo della progressione miopica.
Le prestazioni di MiYOSMART iQ sono state valutate in uno studio clinico randomizzato e controllato, condotto in collaborazione con la Hong Kong Polytechnic University su 196 bambini miopi tra i 4 e i 12 anni e presentato al congresso ARVO 2026 di Denver. Dopo dodici mesi, i bambini che indossavano la nuova lente non hanno mostrato, in media, una progressione della miopia. Secondo i dati riportati da Hoya, inoltre, 9 bambini su 10 non hanno evidenziato una progressione miopica clinicamente rilevante nel primo anno di utilizzo.
La tecnologia si inserisce in una sfida più ampia, che riguarda anche la prevenzione e la consapevolezza delle famiglie. Una ricerca di Astra Ricerche, condotta per Hoya su oltre mille genitori italiani, mostra infatti che l’80% considera la visita oculistica tra i controlli più importanti durante la crescita, ma soltanto il 43,9% dei bambini avrebbe effettuato una prima visita entro i quattro anni.
A incidere sulla progressione della miopia sono diversi fattori, dalla predisposizione genetica alle abitudini quotidiane. Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente SIOPS, sottolinea: “La miopia è una condizione multifattoriale nella quale entrano in gioco sia la predisposizione genetica sia fattori ambientali e comportamentali. Le attività da vicino prolungate, che siano svolte su uno schermo o su un libro, dovrebbero essere intervallate da pause regolari e alternate a momenti trascorsi all’aperto”.
Tra le indicazioni suggerite per la salute visiva dei più giovani figurano infatti pause ogni 30-45 minuti durante le attività da vicino, una distanza adeguata da libri e dispositivi, ambienti ben illuminati e 1-2 ore al giorno di attività all’aperto.
Seguire l’evoluzione del difetto visivo è importante anche per ridurre i possibili rischi futuri. Teresio Avitabile, Professore Ordinario di Oftalmologia e Direttore della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Catania, Presidente SISO, ricorda: “La miopia non è una fotografia scattata in un preciso momento della vita del bambino: è una condizione dinamica che può modificarsi nel tempo. Per questo sono necessari controlli frequenti anche in base all’evoluzione del difetto visivo”.
Nelle forme più elevate, infatti, la miopia può essere associata a un maggiore rischio di alcune patologie oculari in età adulta. Come spiega Francesco Bandello, Professore Ordinario di Oftalmologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Direttore dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Presidente APMO: “Quando l’occhio diventa molto lungo, alcune strutture oculari vengono sottoposte a una maggiore tensione e, nel corso della vita, possono aumentare i rischi di sviluppare patologie come la maculopatia miopica, il distacco di retina o il glaucoma. Naturalmente parliamo di un aumento del rischio, non di un destino inevitabile”.
Per Hoya, la risposta passa quindi dall’integrazione tra innovazione tecnologica, diagnosi precoce e maggiore consapevolezza. “Con MiYOSMART iQ vogliamo continuare a contrastare la miopia, offrendo una soluzione sempre più evoluta per contribuire a preservare la salute visiva dei giovani miopi di oggi e degli adulti di domani”, conclude Maurizio Veroli, Amministratore Delegato di Hoya Vision Care Italia.
L’intervista di Affaritaliani a Maurizio Veroli, Amministratore Delegato di Hoya Vision Care Italia
Maurizio Veroli, Amministratore Delegato di Hoya Vision Care Italia, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Oggi abbiamo presentato la nuova nata in casa Hoya Vision Care, MiYOSMART iQ. Si tratta di una lente ancora più efficace nel contrastare la progressione della miopia. Oltre a correggere il difetto visivo, svolge infatti una funzione molto importante: contribuire a rallentarne l’evoluzione e quindi il peggioramento nel tempo.”
“Abbiamo inoltre presentato studi clinici pubblicati che mostrano come, a distanza di un anno, il campione analizzato non abbia evidenziato, in media, un aumento della miopia. È un risultato molto importante, superiore alle aspettative, che ci conferma di essere sulla strada giusta e ci incoraggia a proseguire in questa direzione. Abbiamo condotto una ricerca su un campione molto ampio di genitori e famiglie e abbiamo riscontrato un forte interesse verso una possibile soluzione basata su una lente da vista. È importante ricordare che si tratta di una soluzione non invasiva: il trattamento è integrato nella lente e non è percepibile esteticamente, mentre la particolare geometria consente di generare il defocus periferico necessario al controllo della progressione miopica“, ha detto Veroli.
“L’aspetto che mi ha colpito maggiormente è proprio la disponibilità dei genitori ad approfondire questo tipo di soluzione. Oggi possiamo dire che la tecnologia esiste, la classe medica la supporta e le famiglie mostrano interesse. Il passaggio decisivo, a questo punto, è la divulgazione. Dobbiamo essere efficaci nel comunicare l’esistenza di queste soluzioni a tutti i livelli: alla classe medica, agli ottici optometristi, alle famiglie e, naturalmente, attraverso l’informazione. Come industria abbiamo oggi a disposizione una soluzione importante e innovativa; ora occorre diffonderne la conoscenza. Per questo abbiamo chiesto anche il supporto dei giornalisti e della stampa. Su un tema come quello della prevenzione della miopia, l’unione delle competenze può fare davvero la differenza e consentire di raggiungere un pubblico più ampio“, ha concluso Veroli.
L’intervista di Affaritaliani a Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente SIOPS
Professore, oggi si è parlato molto di prevenzione della miopia e dei falsi miti che ancora la circondano, soprattutto nei bambini. Come si può comunicare in modo più efficace ai genitori l’importanza della prevenzione?
“Il primo messaggio da trasmettere è che oggi la progressione della miopia può essere contenuta. Abbiamo a disposizione strumenti importanti, sia farmacologici sia ottici, oltre alle indicazioni legate agli stili di vita, come trascorrere più tempo all’aria aperta. La comunicazione, quindi, è fondamentale. C’è poi un secondo passaggio altrettanto importante: coinvolgere il pediatra, che rappresenta spesso il vero mediatore nel rapporto con i genitori. È necessario far sapere che esistono strumenti concreti per una prevenzione reale della miopia. Un bambino può essere visitato a qualsiasi età, non esiste un’età minima specifica. Il suggerimento è quello di effettuare un primo controllo intorno ai tre anni e un secondo all’inizio della scuola. Seguendo questo percorso, l’oculista, e in particolare l’oculista pediatrico, che ha una maggiore dimestichezza con il bambino, può riconoscere precocemente eventuali criticità e indirizzarlo verso una strategia terapeutica adeguata.”
Ci può riassumere alcuni dei consigli più importanti per il rientro a scuola e per la salute visiva dei bambini?
“Un primo consiglio molto semplice è, quando possibile, accompagnare i bambini a scuola a piedi. Una passeggiata all’aperto è sempre preferibile rispetto a passare direttamente dall’automobile a un ambiente chiuso come la scuola. Un altro aspetto importante riguarda la luce naturale. La luce solare non deve essere demonizzata: ha un ruolo importante anche per la salute dell’occhio. Naturalmente bisogna proteggersi in modo adeguato, ma trascorrere tempo all’aperto, in un ambiente naturale, è un’abitudine positiva. Infine, il messaggio forse più semplice ma fondamentale: sottoporre i bambini a controlli oculistici regolari.”
Uno dei falsi miti più diffusi riguarda gli schermi, spesso considerati il principale responsabile dei problemi visivi nei più giovani. Qual è invece il vero punto critico?
“Gli schermi possono rappresentare un problema quando vengono utilizzati senza limiti, ma dobbiamo essere realistici: bambini e ragazzi appartengono a una generazione che utilizza quotidianamente device digitali, quindi è difficile pensare di eliminarli completamente o demonizzarli.”
“Il vero problema è l’eccesso di attività ravvicinata. Un bambino passa già molte ore a scuola lavorando da vicino; se, una volta tornato a casa, continua per altre ore davanti a un computer, a un tablet o a uno smartphone, rinuncia di fatto all’attività visiva a distanza, che invece è importante perché l’occhio si rilassa quando guarda lontano.”
“C’è poi un’altra differenza importante. È relativamente semplice distogliere un bambino da un libro, mentre è molto più difficile interrompere l’utilizzo di un tablet o di uno smartphone. Questi strumenti producono una gratificazione molto forte e favoriscono un uso prolungato e compulsivo. Per questo il vero problema non è il device in sé, ma la mancanza di limiti nel suo utilizzo.”


