Il rientro dalle ferie coincide spesso con un aumento temporaneo del peso sulla bilancia ed è necessario correre ai ripari, evitando, però, diete drastiche, bevendo acqua regolarmente, riprendendo, magari, il movimento, per riattivare l’attività fisica graduale, introducendo verdure e cereali integrali per aiutare l’intestino. I dati epidemiologici più recenti per Roma e la regione Lazio mostrano che circa il 43% della popolazione adulta vive in una condizione di eccesso ponderale, con il 10% degli adulti affetto da obesità vera e propria e il restante 33% in sovrappeso.
Circa 1 adulto su 10, infatti, è obeso e nella sola regione si contano oltre 150.000 persone affette da obesità severa o gravità estrema.
Il fenomeno è preoccupante fin dall’infanzia. I dati regionali evidenziano che il 28,8% dei bambini presenta un eccesso ponderale (il 19,7% è in sovrappeso, il 7,2% è obeso e il 2% soffre di obesità grave).
L’eccesso di peso è generalmente più diffuso tra gli uomini rispetto alle donne. Tuttavia, gli ultimi riscontri ISTAT segnalano un forte incremento dei casi a livello nazionale (+75% negli ultimi dieci anni) proprio tra le giovani donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni. L’incidenza dell’obesità aumenta nellefasce di popolazione con minori risorse economiche o con un livello di istruzione più basso.
Patologia riconosciuta come cronica da una legge specifica
L’Italia ha introdotto la Legge n. 149 che tutela i pazienti riconoscendo ufficialmente l’obesità come malattia cronica. Le aziende sanitarie locali (come la ASL ROMA 1) hanno attivato percorsi specifici interdisciplinari per gestire l’obesità severa, focalizzandosi sul legame tra questa condizione e la fragilità sociale. Centri di eccellenza come l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sono attivamente coinvolti nel monitoraggio epidemiologico e nello sviluppo di politiche sanitarie strutturate.
Ma cosa fanno i romani per perdere peso? Scelgono diverse strategie per perdere peso, che variano dalle scelte dietetiche autonome ai trattamenti medici specialistici offerti dalle strutture sanitarie della capitale.
Stili alimentari più diffusi a Roma
Molti riducono le porzioni della cucina tipica romana (spesso ricca di grassi e carboidrati) a favore di un modello mediterraneo basato su verdure, legumi, pesce e olio d’oliva.
È molto frequente il ricorso a biologi nutrizionisti, dietisti o medici dietologi privati per ottenere piani alimentari personalizzati (come diete ipocaloriche, schemi di digiuno intermittente o diete cheto-genetiche).
Attività fisica
I romani sfruttano i grandi parchi storici della città (come Villa Borghese, Villa Pamphili, il Parco degli Acquedotti o il Lungotevere) per fare camminata veloce, corsa o sessioni di calisthenics.Molto diffusi sono i corsi di fitness musicale, allenamento funzionale, pilates, padel, uno degli sport più praticati in città negli ultimi anni.
Percorsi medici e chirurgici
Per i casi più complessi, i cittadini si rivolgono ai percorsi clinici delle ASL romane (come la ASL Roma 1), che integrano il supporto di nutrizionisti, endocrinologi e psicologi per trattare i fattori emotivi legati al cibo.
Nei casi di obesità severa, i romani si affidano ai centri ospedalieri di riferimento della capitale (tra cui il Policlinico Umberto I, il Policlinico Tor Vergata e il Policlinico Gemelli) per interventi come lo sleeve gastrectomy o il bypass gastrico.
Circa 1 adulto su 10, infatti, è obeso e nella sola regione si contano oltre 150.000 persone affette da obesità severa o gravità estrema.
Il fenomeno è preoccupante fin dall’infanzia. I dati regionali evidenziano che il 28,8% dei bambini presenta un eccesso ponderale (il 19,7% è in sovrappeso, il 7,2% è obeso e il 2% soffre di obesità grave).
L’eccesso di peso è generalmente più diffuso tra gli uomini rispetto alle donne. Tuttavia, gli ultimi riscontri ISTAT segnalano un forte incremento dei casi a livello nazionale (+75% negli ultimi dieci anni) proprio tra le giovani donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni. L’incidenza dell’obesità aumenta nellefasce di popolazione con minori risorse economiche o con un livello di istruzione più basso.
Riconoscimento della malattia
L’Italia ha introdotto la Legge n. 149 che tutela i pazienti riconoscendo ufficialmente l’obesità come malattia cronica.
Le aziende sanitarie locali (come la ASL ROMA 1) hanno attivato percorsi specifici interdisciplinari per gestire l’obesità severa, focalizzandosi sul legame tra questa condizione e la fragilità sociale. Centri di eccellenza come l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sono attivamente coinvolti nel monitoraggio epidemiologico e nello sviluppo di politiche sanitarie strutturate. Ma cosa fanno i romani per perdere peso?
Scelgono diverse strategie per perdere peso, che variano dalle scelte dietetiche autonome ai trattamenti medici specialistici offerti dalle strutture sanitarie della capitale.
Stili alimentari più diffusi a Roma
Molti scelgono di ridurre le porzioni della cucina tipica romana (spesso ricca di grassi e carboidrati) a favore di un modello mediterraneo basato su verdure, legumi, pesce e olio d’oliva.
È molto frequente il ricorso a biologi nutrizionisti, dietisti o medici dietologi privati per ottenere piani alimentari personalizzati (come diete ipocaloriche, schemi di digiuno intermittente o diete cheto-genetiche).
Attività fisica
I romani sfruttano i grandi parchi storici della città (come Villa Borghese, Villa Pamphili, il Parco degli Acquedotti o il Lungotevere) per fare camminata veloce, corsa o sessioni di calisthenics.Molto diffusi sono i corsi di fitness musicale, allenamento funzionale, pilates, padel, uno degli sport più praticati in città negli ultimi anni.
Percorsi medici e chirurgici
Per i casi più complessi, i cittadini si rivolgono ai percorsi clinici delle ASL romane (come la ASL Roma 1), che integrano il supporto di nutrizionisti, endocrinologi e psicologi per trattare i fattori emotivi legati al cibo.
Nei casi di obesità severa, i romani si affidano ai centri ospedalieri di riferimento della capitale (tra cui il Policlinico Umberto I, il Policlinico Tor Vergata e il Policlinico Gemelli) per interventi come lo sleeve gastrectomy o il bypass gastrico.
Il rientro dalle ferie coincide spesso con un aumento temporaneo del peso sulla bilancia ed è necessario correre ai ripari, evitando, però, diete drastiche, bevendo acqua regolarmente, riprendendo, magari, il movimento, per riattivare l’attività fisica graduale, introducendo verdure e cereali integrali per aiutare l’intestino. I dati epidemiologici più recenti per Roma e la regione Lazio mostrano che circa il 43% della popolazione adulta vive in una condizione di eccesso ponderale, con il 10% degli adulti affetto da obesità vera e propria e il restante 33% in sovrappeso.
Circa 1 adulto su 10, infatti, è obeso e nella sola regione si contano oltre 150.000 persone affette da obesità severa o gravità estrema.
Il fenomeno è preoccupante fin dall’infanzia. I dati regionali evidenziano che il 28,8% dei bambini presenta un eccesso ponderale (il 19,7% è in sovrappeso, il 7,2% è obeso e il 2% soffre di obesità grave).
L’eccesso di peso è generalmente più diffuso tra gli uomini rispetto alle donne. Tuttavia, gli ultimi riscontri ISTAT segnalano un forte incremento dei casi a livello nazionale (+75% negli ultimi dieci anni) proprio tra le giovani donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni. L’incidenza dell’obesità aumenta nellefasce di popolazione con minori risorse economiche o con un livello di istruzione più basso.
Riconoscimento della malattia
L’Italia ha introdotto la Legge n. 149 che tutela i pazienti riconoscendo ufficialmente l’obesità come malattia cronica.
Le aziende sanitarie locali (come la ASL ROMA 1) hanno attivato percorsi specifici interdisciplinari per gestire l’obesità severa, focalizzandosi sul legame tra questa condizione e la fragilità sociale. Centri di eccellenza come l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sono attivamente coinvolti nel monitoraggio epidemiologico e nello sviluppo di politiche sanitarie strutturate. Ma cosa fanno i romani per perdere peso?
Scelgono diverse strategie per perdere peso, che variano dalle scelte dietetiche autonome ai trattamenti medici specialistici offerti dalle strutture sanitarie della capitale.
Stili alimentari più diffusi a Roma
Molti scelgono di ridurre le porzioni della cucina tipica romana (spesso ricca di grassi e carboidrati) a favore di un modello mediterraneo basato su verdure, legumi, pesce e olio d’oliva.
È molto frequente il ricorso a biologi nutrizionisti, dietisti o medici dietologi privati per ottenere piani alimentari personalizzati (come diete ipocaloriche, schemi di digiuno intermittente o diete cheto-genetiche).
Attività fisica
I romani sfruttano i grandi parchi storici della città (come Villa Borghese, Villa Pamphili, il Parco degli Acquedotti o il Lungotevere) per fare camminata veloce, corsa o sessioni di calisthenics.Molto diffusi sono i corsi di fitness musicale, allenamento funzionale, pilates, padel, uno degli sport più praticati in città negli ultimi anni.
Percorsi medici e chirurgici
Per i casi più complessi, i cittadini si rivolgono ai percorsi clinici delle ASL romane (come la ASL Roma 1), che integrano il supporto di nutrizionisti, endocrinologi e psicologi per trattare i fattori emotivi legati al cibo.
Nei casi di obesità severa, i romani si affidano ai centri ospedalieri di riferimento della capitale (tra cui il Policlinico Umberto I, il Policlinico Tor Vergata e il Policlinico Gemelli) per interventi come lo sleeve gastrectomy o il bypass gastrico.


