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Merck, AIFA approva la rimborsabilità di mirdametinib per la neurofibromatosi di tipo 1

Palou de Comasema (Merck Italia): “Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei pazienti adulti e pediatrici una nuova opzione terapeutica che possa fare fronte ai loro bisogni clinici”

Merck, AIFA approva la rimborsabilità di mirdametinib per la neurofibromatosi di tipo 1
Ramón Palou de Comasema

Merck, EZMEKLY rimborsato dal SSN per adulti e bambini dai 2 anni con neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili

Merck annuncia la rimborsabilità in Italia di EZMEKLY® (mirdametinib) per il trattamento dei neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili associati alla neurofibromatosi di tipo 1 (NF1). La decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) rende il trattamento disponibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale per pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 2 anni.

La decisione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2026, con determina del 20 ottobre n. 1421-2026. La rimborsabilità amplia le possibilità terapeutiche per una patologia rara e complessa, soprattutto nei casi in cui non sia possibile ricorrere alla chirurgia. La neurofibromatosi di tipo 1 è una condizione genetica rara e multisistemica, ereditaria nel 50% dei casi, con una prevalenza stimata di circa 3 persone ogni 10.000. È causata da mutazioni del gene NF1, responsabile della produzione della neurofibromina, una proteina coinvolta nella regolazione della crescita cellulare.

Nota anche come sindrome di predisposizione ai tumori, la NF1 può coinvolgere diversi organi e apparati e manifestarsi con alterazioni cutanee, deformità scheletriche, complicanze neurologiche e tumori benigni e maligni. I pazienti presentano inoltre un rischio circa doppio rispetto alla popolazione generale di sviluppare neoplasie nel corso della vita. Tra il 30% e il 50% delle persone con NF1 sviluppa neurofibromi plessiformi, tumori che crescono lungo le guaine dei nervi periferici e che possono provocare dolore cronico, deturpazione, limitazioni funzionali e un significativo impatto sulla qualità di vita.

La gestione di queste lesioni può essere particolarmente complessa. Circa il 50% delle persone con NF1 e neurofibromi plessiformi presenta forme non operabili e, anche dopo un intervento chirurgico, la ricrescita può verificarsi nel 29-68% dei casi dopo resezione parziale e nel 20% dopo resezione completa.“Le persone con NF1 e neurofibromi plessiformi associati convivono con una condizione genetica rara e complessa che può avere un impatto significativo sul benessere psicologico e sulla qualità di vita”, afferma Chiara Leoni, Responsabile della UOS Malattie Rare Pediatriche e Terapie Innovative della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

“La gestione richiede una presa in carico specialistica e multidisciplinare che accompagni il paziente nell’arco di tutta la vita. La disponibilità di mirdametinib amplia oggi le opportunità terapeutiche per i pazienti con neurofibromi plessiformi sintomatici non operabili”, aggiunge Leoni. Mirdametinib è un inibitore selettivo e non competitivo delle proteine chinasi MEK1/2, coinvolte nei meccanismi che regolano la crescita delle cellule. Nella NF1 questa via può essere eccessivamente attiva e contribuire alla crescita dei neurofibromi plessiformi. L’inibizione di MEK mira a bloccare la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali nelle quali è attivata la via di segnalazione RAF-MEK-ERK.

Il farmaco è disponibile sia in capsule rigide sia in compresse dispersibili, una formulazione pensata anche per bambini e pazienti con difficoltà di deglutizione. Lo schema terapeutico prevede cicli di 28 giorni, con due somministrazioni al giorno per i primi 21 giorni seguite da 7 giorni di pausa.“Il trattamento ha dimostrato efficacia clinica e un profilo di sicurezza favorevole sia nei bambini che negli adulti. È disponibile anche in una formulazione dispersibile in acqua, per le persone con difficoltà di deglutizione come i bambini piccoli o come i pazienti adulti con disfagia”, continua Chiara Leoni.

La rimborsabilità di mirdametinib si basa sui risultati dello studio multicentrico di fase 2b ReNeu, che ha coinvolto 114 pazienti adulti e pediatrici con neurofibromatosi di tipo 1 e neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili. Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, mostrando un tasso di risposta obiettiva del 41% negli adulti e del 52% nei pazienti pediatrici. In entrambe le popolazioni sono state osservate riduzioni del volume tumorale superiori al 50% in alcuni pazienti, accompagnate da benefici sul dolore e sui deficit funzionali associati alla patologia.

I dati di follow-up a lungo termine, dopo quattro anni di trattamento, hanno evidenziato un aumento del tasso di risposta obiettiva fino al 47% negli adulti e al 55% nei bambini. Le risposte profonde hanno raggiunto fino al 70% negli adulti e al 65% nei pazienti pediatrici, mentre gli eventi avversi correlati al trattamento sono diminuiti dopo il primo anno di terapia.

La scheda clinica dello studio evidenzia inoltre che, tra i pazienti che hanno ottenuto una risposta confermata, l’88% degli adulti e il 90% dei bambini l’ha mantenuta per almeno 12 mesi. Sono stati osservati anche miglioramenti precoci e duraturi nel dolore e nella qualità di vita. Con mirdametinib, Merck entra nel settore delle malattie rare, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare non soltanto nuove opzioni terapeutiche, ma anche percorsi di cura maggiormente centrati sui bisogni clinici ed extra-clinici dei pazienti.

“L’approvazione della rimborsabilità di mirdametinib rappresenta un traguardo importante per le persone con neurofibromatosi di tipo 1 e per le loro famiglie, e siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei pazienti adulti e pediatrici una nuova opzione terapeutica che possa fare fronte ai loro bisogni clinici”, sottolinea Ramón Palou de Comasema, Presidente e Amministratore Delegato Healthcare di Merck Italia.

“Questa approvazione segna una pietra miliare con cui Merck inizia il proprio percorso nell’area delle malattie rare: un ambito in cui possiamo portare risposte concrete con i nostri farmaci e dove intendiamo fare la differenza al fianco di clinici, pazienti e del sistema sanitario”, conclude Palou de Comasema.

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