Demenze, oltre la metà dei pazienti ha l’Alzheimer: piano 2027-2031 su prevenzione, diagnosi, cure e sostegno ai care giver. Le parole del Ministro
Il ministro della Salute: circa 6 milioni di persone coinvolte considerando familiari e caregiver. Il nuovo Piano nazionale demenze sarà trasmesso entro la fine del prossimo mese alla Conferenza unificata. Al lavoro anche su una proposta di finanziamento per la prossima Legge di Bilancio
In Italia sono circa 1,2 milioni le persone con demenza, oltre la metà delle quali affette da Alzheimer, mentre circa 900 mila persone presentano disturbi neurocognitivi lievi. Considerando anche familiari e caregiver, il fenomeno coinvolge complessivamente circa 6 milioni di persone, quasi il 10% della popolazione. A fornire i dati è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto oggi al ministero della Salute a Roma in occasione della presentazione del nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031.
“Le demenze sono una sfida importante per la sanità pubblica nel nostro tempo. L’invecchiamento progressivo della popolazione, specialmente in Italia, rende sempre più urgente dare risposte che non solo guardino all’oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo”, ha dichiarato Schillaci, ricordando come dietro i numeri ci siano “persone, famiglie che hanno bisogni sanitari, assistenziali, sociali, che ci chiedono continuità, competenza, vicinanza”.
A livello globale, ha spiegato il ministro, oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di demenza e ogni anno si registrano circa 10 milioni di nuovi casi. In Italia, ha aggiunto, il ministero ha proseguito negli ultimi anni il lavoro attraverso il Tavolo permanente sulle demenze, in collaborazione con l’Osservatorio demenze dell’Istituto superiore di sanità, le Regioni, le Province autonome, le associazioni dei familiari, le società scientifiche e gli esperti.
Un contributo, ha sottolineato Schillaci, è arrivato anche dal Fondo per l’Alzheimer e le demenze, rinnovato e incrementato con quasi 35 milioni di euro per il periodo 2024-2026. Le risorse hanno sostenuto interventi per la diagnosi precoce, la telemedicina, la teleriabilitazione, la stimolazione cognitiva, i trattamenti psicoeducativi e il supporto ai caregiver.
“Oggi compiamo un ulteriore passo in avanti”, ha affermato il ministro. Il nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031, elaborato dal Tavolo permanente, sarà infatti trasmesso entro la fine del prossimo mese alla Conferenza unificata.
Il documento recepisce le sette aree di azione del Piano globale dell’Oms, traducendole, secondo quanto spiegato da Schillaci, in una strategia nazionale dedicata a prevenzione, diagnosi, cure possibili, inclusione, sostegno ai caregiver, sistemi informativi e ricerca. “Il Piano definisce obiettivi, azioni, indicatori misurabili”, ha puntualizzato il ministro. “Vogliamo sapere non solo quanto viene fatto, ma se migliora davvero la qualità dell’assistenza e della vita delle persone coinvolte”.
L’aggiornamento del Piano nazionale demenze, ha proseguito Schillaci, si inserisce nella scelta del Governo di “colmare i ritardi accumulati nel tempo e restituire al Servizio sanitario nazionale strumenti che ci consentano una programmazione al passo con i tempi”. Per il ministro, un Piano “non è un documento di principi”, ma deve servire a orientare le decisioni, collegare il livello nazionale ai territori e produrre risposte concrete.
Il nuovo documento contiene inoltre un capitolo dedicato a una più efficiente allocazione delle risorse e ai benefici economici attesi, con l’obiettivo indicato dal ministro di passare dai singoli progetti territoriali a un investimento strutturale in grado di rafforzare personale e servizi sociosanitari dedicati.
Il ministero sta inoltre lavorando, con il Dipartimento e gli uffici competenti, a una proposta di finanziamento per la prossima Legge di Bilancio a sostegno dell’attuazione del Piano e per potenziare gli interventi di sanità pubblica sul fronte della prevenzione, della diagnosi, del trattamento e del sostegno alle persone affette da demenza e alle loro famiglie.
“Questa proposta completerà un lavoro avviato con risorse già stanziate e soprattutto per fare un salto di qualità: garantire continuità, ridurre le differenze territoriali, consentire poi di adeguare l’offerta alla domanda reale nei vari territori”, ha spiegato Schillaci.
L’obiettivo, ha aggiunto, è avere servizi accessibili e garantire una presa in carico capace di accompagnare la persona nelle diverse fasi della malattia. “Non vogliamo lasciare sole le famiglie”, ha sottolineato il ministro, evidenziando il ruolo delle associazioni e del confronto con i familiari all’interno del Tavolo permanente.
Accanto ai servizi, secondo Schillaci, sarà necessario investire anche nell’informazione. Il ministero promuoverà con l’Istituto Superiore di Sanità e con l’Aifa una campagna nazionale finalizzata ad accrescere la conoscenza delle demenze, contrastare stigma e pregiudizi, valorizzare la prevenzione e favorire diagnosi tempestive, attraverso informazioni chiare, scientificamente fondate e accessibili.
“La risposta alle demenze deve essere coordinata, sostenibile e costruita insieme. Il nuovo Piano ci offre una cornice nazionale più moderna”, ha concluso Schillaci. “Il nostro impegno è fare in modo che ogni persona con demenza sia riconosciuta prima di tutto come una persona, tutelata in tutti i suoi diritti, accompagnata con competenza e dignità; e che nessuna famiglia, come dicevo prima, sia lasciata sola”, ha detto Schillaci.


