Treatbase, intelligenza artificiale e comandi vocali per automatizzare la raccolta dei dati negli studi odontoiatrici
Treatbase porta l’intelligenza artificiale nella gestione quotidiana degli studi odontoiatrici con una piattaforma pensata per trasformare direttamente la voce del dentista in cartella clinica. Il sistema consente di registrare diagnosi, prestazioni e informazioni cliniche mentre la visita è ancora in corso, riducendo il tempo dedicato all’inserimento manuale dei dati.
Dietro il progetto c’è Matteo Cordaro, dentista con dottorato in odontoiatria digitale, che ha portato nella progettazione del gestionale l’esperienza maturata nella pratica quotidiana dello studio. Durante la seduta, il professionista descrive ad alta voce ciò che osserva e ciò che esegue. Il modello di intelligenza artificiale riconosce il linguaggio odontoiatrico, aggiorna il grafico dentale e registra diagnosi e prestazioni in tempo reale.
Al termine dell’appuntamento, la cartella clinica risulta completa e, a partire da quella base, possono essere attivate anche le funzioni legate a fatturazione, agenda e adempimenti sanitari. L’obiettivo è eliminare uno degli aspetti più onerosi del lavoro clinico, cioè l’inserimento manuale dei dati, riducendo il tempo necessario per la documentazione e lasciando maggiore spazio all’attività assistenziale.
Il progetto si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione della sanità italiana, di cui il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta uno degli elementi più visibili. In questo scenario rientrano anche gli oltre 40.000 studi odontoiatrici presenti nel Paese, molti dei quali utilizzano ancora software progettati diversi anni fa.
Treatbase nasce proprio dalla necessità di rendere il dato clinico parte integrante e automatica del lavoro quotidiano, registrandolo nel momento stesso in cui viene prodotto. “I programmi che abbiamo usato per anni non sono inadeguati in sé: sono stati concepiti per l’amministrazione dello studio, non per il lavoro clinico. Il risultato è che una parte consistente del tempo del professionista si consuma nell’inserimento manuale dei dati a scapito della cura”, dichiara Matteo Cordaro, fondatore di Treatbase.
“La sanità si sta muovendo verso il digitale, e in questo scenario il dato clinico deve registrarsi da sé nel momento stesso in cui viene prodotto, senza tempi aggiuntivi e senza digitazione. Così la documentazione non è più un lavoro burocratico che si aggiunge a quello clinico: si fa da sola, mentre il medico cura”, conclude Cordaro.
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