Mai così tanti immigrati sono arrivati in Germania dal 1993. A dirlo è l’Ufficio federale di statistica che in un report sui flussi migratori ha dipinto il paese teutonico come la meta privilegiata di uomini e donne in cerca di lavoro.
Rispetto al 2012 il numero è aumentato di 230.000 unità e si prevede che i dati del 2014 saranno ancora più alti. La Germania, considerata la locomotiva d’Europa, attrae chi è in cerca di lavoro. Quello che è cambiato, rispetto al passato, è che sempre più immigrati sono privi di specializzazione, elemento sul quale Berlino ha sempre puntato.
Sia i Verdi che l’Spd ora chiedono una riforma che limiti gli arrivi e, soprattutto, che incentivi il flusso lavoratori altamente specializzati.
Nel 2013 sono state 800.000 le persone che hanno lasciato la Germania, con una immigrazione netta di 430.000 persone.
Guardando alle nazionalità si nota come la maggior parte siano polacchi (190.000), romeni (139.000), tedeschi ritornati in Germania (118.000), e bulgari (61.000). In tutto sono 708.000 le perone di nazionalità europea, mentre sono 400.000 i non europei.
Questi dati poi non tengono conto dei richiedenti asilo. La Germania è il secondo paese al mondo, dietro agli Stati Uniti, per numero di persone accolte. Dal 1990 al 2013 sono state 2,584 milioni. Ma nel 2013 c’è stata una impennata con 109.580 richieste.

