”Vogliamo che parta dall’Italia una grande campagna di rilancio dell’Europa che significa innanzitutto la riscoperta della sua funzione, della sua utilità, della sua ‘missione’ sia ideale che molto concreta”. Spiega ad Affaritaliani.it la capodelegazione del Pd a Strasburgo Patrizia Toia
Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani
Perché avete deciso di lanciare questa iniziativa?
“Innanzitutto per presentare la delegazione Pd al Parlamento Europeo: sabato a Milano saranno presenti ben 13 dei nostri eurodeputati. Ma soprattutto lo scopo è politico: vogliamo che parta dal nostro gruppo e dall’Italia una grande campagna di rilancio dell’Europa che significa innanzitutto la riscoperta della sua funzione, della sua utilità, della sua ‘missione’ sia ideale che molto concreta.
Che cosa significa ‘Riscoprire l’Europa’?
“Vuol dire da un lato andare alle radici per comprendere a fondo quello che ci tiene insieme, cioè che cosa ci unisce in un’unica istituzione, pur mantenendo la nostra specificità di stati membri diversi. Dall’altro capire che l’Europa va completata e va messa in condizione di svolgere quei compiti che sono l’Ue può sostenere con possibilità di successo”.
Ci può fare un esempio?
“Prendiamo la sicurezza: i cittadini si aspettano che l’Europa garantisca sicurezza, con un’unica intelligence e con un coordinamento più forte, ma se gli Stati membri non decideranno di unire le loro strutture, facendo cadere gelosie e diffidenze, noi non avremo la sicurezza necessaria. Ma non sarà colpa dell’Europa, sarà colpa degli Stati. In sintesi noi vogliamo riscoprire le ragioni profonde e le finalità pratiche dell’Europa perché si proceda rapidamente a quella maggiore unità che le sfide di oggi (l’economia, il lavoro, l’immigrazione, l’ambiente) rendono indispensabile”.
Ci sarà la possibilità di confrontarsi durante l’evento?
“Certo. Non abbiamo voluto fare un lancio solo politico e ‘orizzontale’ di questa campagna, la peculiarità sarà infatti il dialogo e il confronto: l’evento vedrà infatti presenti 13 deputati, 50 esperti e qualche centinaio di persone”.
Quanti saranno i tavoli di lavoro e come saranno suddivisi?
“I tavoli variano, dalla governance economica all’innovazione digitale e industriale, alle nuove forme di produzione come quelle dell’economia circolare e della sharing economy, alla qualità del made in, al digitale, all’energia e al commercio internazionale. Altri tavoli riguarderanno la formazione e l’education, la cultura e il turismo, il lavoro dei giovani e non. Inoltre si occuperà della cornice di tutto ciò il tavolo sulla pace e la stabilità”. (Qui il programma dell’evento)
Di che cosa si occuperà il tavolo che modererà lei?
“Io mi occuperò dell’industria 4.0 che è la ‘4° rivoluzione industriale’ ed è l’incontro tra il manifatturiero e il digitale o internet delle cose. Francia e Germania soprattutto già lavorano in questa direzione, ma anche l’Italia ha varato una strategia, presentata nel Digital Day a Venezia, articolata in 10 punti tra cui l’open innovation, le reti di connettività, le skills…”.
Durante la giornata si parlerà anche dell’emergenza terrorismo e della strage di Parigi?
“Gli attentati di queste settimane e il clima di accresciuta tensione internazionale non solo sullo sfondo del nostro dibattito, ma in qualche modo si riverbereranno in tutte le discussioni perché qualcosa è cambiato per tutti da questo novembre: le violenze ci pongono una sfida diversa dai teatri di guerra tradizionale. In questi giorni il Parlamento ha molto discusso con la Commissione per trovare le risposte giuste che riguardano la politica estera dell’Unione Europea, lo sforzo di trovare una soluzione di un quadro negoziale per la Siria, quello di pacificazione in zone oggi teatro di guerra e di conflitti, una politica di cooperazione responsabile con l’Africa che aiuti a gestire il flusso degli immigrati, l’azione di sicurezza dell’UE e anche una grande azione di cultura, di formazione e di integrazione. Ma di tutto questo si parlerà specificatamente nel tavolo ‘Europa per la pace e la stabilità’”.
Che cosa spera emerga al termine della giornata?
“Sono certa che dalla giornata inizierà un forte dialogo con tanti esperti, cittadini e rappresentanti dei mondi sociali economici. Mi aspetto che parta un dialogo perché le scelte europee non possono nascere solo dalla politica ma dalla società. Mi aspetto che nasca una stagione nuova in cui si conosca meglio l’Ue, si smetta di parlarne per slogan o per sentito dire, ma si sviluppi una maggiore coscienza che essere cittadini d’Europa non significa solo ricevere i fondi, sottostare alle direttive, ma significa guidarla”.
Serve una maggiore integrazione in Europa?
“L’Italia si prepara al 2017, 50 anni dai trattati di Roma e per quella data dobbiamo arrivare con una proposta di forte integrazione, anche ricordando l’insegnamento che ci ha dato ieri Mattarella, citando Monnet ‘in un mondo che si muove non si può stare fermi’. E io dico, anche l’Europa non può stare ferma”.
