Fabian Picardo, il primo ministro di Gibilterra, non ci sta che a decidere del futuro del suo Paese, per quanto minuscolo, siano i britannici che vivono a nord della Francia. “Se ci sarà un referendum”, ha detto il premier, “chiediamo che anche la popolazione di Gibilterra possa esprimersi”.
Una eventualità del genere potrebbe portare al paradosso per cui Gibilterra, ufficialmente Territorio d’Oltremare di Londra, rimanga all’interno dell’Unione, mentre il resto del Paese ne esce? Un rompicapo a cui non ne vengono a capo neppure a Bruxelles.
Ma il problema potrebbe allargarsi, perché anche gli indipendentisti scozzesi e quelli del Galles vogliono dire la loro. Insomma, ogni Stato che compone il Regno Unito vuole avere la libertà di decidere se rimanere all’interno dell’Unione. E, secondo alcuni giuristi, la ‘secessione’ dall’Ue sarebbe valido solo nel caso in cui a prevalere fossero i sì in tutti gli Stati.
Nessuno sa prevedere le conseguenze per Gibilterra di una uscita del Regno Unite dall’Ue. Il piccolo Stato basa la sua economia sul porto e sui servizi finanziari. Ma ogni giorno una buona parte della popolazione entra in Spagna per lavorare, fare acquisti e divertirsi.

