Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Annessione della Crimea, un anno dopo. Inflazione e niente carte di credito

Annessione della Crimea, un anno dopo. Inflazione e niente carte di credito

Annessione della Crimea, un anno dopo. Inflazione e niente carte di credito
ucraina crimea 1
Ad un anno dall’annessione alla Russia, la Crimea stenta ancora a riprendersi. Il turismo è crollato, l’inflazione è alle stelle e dal Paese sono fuggite tutte le imprese estere. Comprese le società di carte di credito

La Crimea vive nel limbo: non è più territorio ucraino, ma non si può neppure dire che faccia parte della Russia. Ad un anno dalla sua annessione alla Federazione, il Paese non ha ancora trovato la sua strada e l’economia risente dell’incertezza in cui vive la popolazione.

Prima di tutto perché le aziende straniere che avevano la loro sede nella penisola sono scappate, comprese le società di carte di credito. Di conseguenza o si hanno i contanti oppure in Crimea è impossibile pagare il conto di una camera d’albergo. Un dettaglio non da poco visto che un terzo dell’economia nazionale gira attorno al turismo.

Il governo russo ha provato a rivitalizzare l’economia, ma la crisi che ha colpito Mosca non ha facilitato il lavoro. Tant’è che, nonostante l’aumento di salari e pensioni, voluti dal Cremlino e pagati in rubli, il potere d’acquisto è stato mangiato dall’inflazione.

Il Paese non ha più collegamenti con il continente e tutte le merci, anche alimentari, devono arrivare via mare dalla Russia. E i turisti, in precedenza per la maggior parte ucraini,  ora sono solo moscoviti.