In Germania cade un mito: dal 2016 le ‘autobahn’, le autostrade federali, diventeranno a pagamento. Niente più viaggi liberi sulla estesa rete tedesca insomma. Angela Merkel ha dato il suo benestare ad una norma che introduce, a partire dal 31 dicembre dell’anno prossimo, una tassa di percorrenza, che però sarà applicabile solo agli stranieri.
Secondo il testo infatti i cittadini tedeschi non dovranno pagare un euro, mentre tutti gli altri dovranno versare 100 euro l’anno, oppure 22 euro per due mesi o 10 per dieci giorni. Il provvedimento è stato fortemente voluto dalla Csu bavarese, alleata della Merkel al governo, che ne ha fatto un cavallo di battaglia nelle scorse elezioni locali. Un contentino concesso dalla Cancelliera che però rischia di sollevare un vero putiferio.
L’Austria ha già fatto sapere di voler fare ricorso contro una norma che definisce discriminatoria. Sapendo di muoversi sul filo del rasoio la Csu ha escogitato un escamotage: prevedere la gabella anche per i tedeschi, ma scontarla dalla tassa di circolazione. Una furberia all’italiana che però non è detto venga approvata dalla Commissione europea.
In ballo ci sono qualcosa come 500 milioni di euro che gli stranieri in transito dovrebbero versare alle casse federali. La tasse potrebbe però andare contro il principi dei Trattati comunitari che vietano norme discriminatorie tra cittadini europei. Insomma, la Germania potrebbe provare presto la sensazione che molti altri Stati stanno vivendo sui conti pubblici.
