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Clima ed energia, l’Ue si pone obiettivi ambiziosi per il 2030

Clima ed energia, l’Ue si pone obiettivi ambiziosi per il 2030
energia eolica
La Commissione europea ha presentato i pilastri del nuovo quadro Ue in materia di clima ed energia per il 2030. I punti: riduzione delle emissioni di gas serra ed energie rinnovabili almeno al 27% nei prossimi 16 anni

Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 40% rispetto al 1990, un obiettivo vincolante a livello UE per portare la quota delle energie rinnovabili almeno al 27%, politiche più ambiziose in materia di efficienza energetica, un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro: questi i pilastri del nuovo quadro UE in materia di clima ed energia per il 2030, presentato oggi dalla Commissione europea.

Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il quadro si propone come stimolo costante per progredire verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un sistema energetico competitivo e sicuro, da cui deriveranno prezzi accessibili per tutti i consumatori, maggiore sicurezza delle forniture energetiche, minore dipendenza dalle importazioni di energia e nuove opportunità per la crescita e l’occupazione, se si considerano i potenziali impatti sui prezzi a lungo termine.

Hedegaard: “Italia responsabile per la posizione dell’Ue”

“L’Italia a partire da luglio non sara’ piu’ solo l’Italia, ma rappresentera’ la guida dell’Europa. E’ per questo che e’ il vostro Paese a doversi preoccupare affinche’ l’Europa arrivi a parlare con una voce sola alla conferenza di Lima sul clima prevista alla fine dell’anno”. Lo dice il commissario ue al Clima, Connie Hedegaard, parlando con i giornalisti nella sede della rappresentanza Ue a Roma. “Mi auguro – ha detto Hedegaard – che quanto prima il governo italiano prenda posizione sul pacchetto clima, anche in vista della presidenza italiana della Ue. Se l’Europa non sara’ pronta per la conferenza stampa di Lima della fine dell’anno – ha aggiunto – sara’ la presidenza della Ue a doversi preoccupare”.

L’Europa, ha aggiunto il commissario Ue, “deve parlare con una voce unica e in modo univoco”. Hedegaard ha ribadito che l’obiettivo dell’Unione europea, che un mese fa ha presentato un piano energia-clima per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% rispetto al 1990 e portare al 27% la quota di energie rinnovabili, “e’ ambizioso ma possibile”. Quanto ai costi della bolletta energetica, secondo il commissario Ue, “non dipende dal costo delle rinnovabili, ma e’ una questione legata alle infrastrutture. Per abbattere i costi dell’energia l’Europa deve dotarsi di ‘reti intelligenti’. E’ interesse dell’Europa pensare al trasporto di energia come qualcosa che va oltre i confini nazionali”, ha concluso.

La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (UE ETS), da attivare a partire dal 2021. Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.

Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato: “Se l’azione per il clima rappresenta una chiave di volta per il futuro del nostro pianeta, una politica energetica veramente europea lo è per la nostra competitività. Il pacchetto presentato oggi ci dimostra che agire contemporaneamente su questi due fronti non è in contraddizione ma, al contrario, contribuisce a vantaggi reciproci. È nell’interesse dell’UE creare un’economia che offra sempre maggiori opportunità di occupazione e dipenda sempre meno da energia importata, grazie a una maggiore efficienza e al ricorso crescente a energia pulita prodotta internamente. Un taglio del 40% nelle emissioni di gas a effetto serra rappresenta un obiettivo particolarmente ambizioso ma è la pietra miliare più efficace in termini di costi nel nostro percorso verso un’economia a basse emissioni. Anche l’obiettivo di raggiungere almeno il 27% di energie rinnovabili è un segnale importante: rappresenta stabilità per gli investitori, stimola l’occupazione verde e rende più sicure le nostre forniture energetiche”.