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Commissione Ue, bocciata la commissaria all’Energia Bratusek, ok a Cañete

Cade la prima testa tra i membri designati della squadra di Junker. La ex premier slovena non passa il giudizio dell’Europarlamento. Sì al popolare spagnolo per il portafoglio Clima

Come anticipato, l’ex premier slovena Alenka Bratusek è stata “bocciata” dall’Europarlamento come vicepresidente responsabile per l’Unione energetica nella prossima Commissione europea guidata dal presidente designato Jean-Claude Juncker. Il voto negativo è arrivato da 112 eurodeputati, solo 13 hanno votato a favore. La sua nomina ha trovato forti resistenze soprattutto da parte del gruppo dei Verdi. Voci di un suo possibile ritiro dopo la difficile audizione sostenuta davanti al Parlamento europeo erano state smentite con forza dalla stessa Bratusek, che aveva accusato ambienti politici sloveni di aver ordito un complotto contro di lei.

A questo punto Juncker potrebbe chiedere al governo sloveno di candidare l’europarlamentare socialista Tania Fajon, che era il secondo nome della lista proposta dal governo sloveno (quando era guidato dalla stessa Bratusek). La sostituzione della vicepresidente potrebbe essere anche un’occasione per rafforzarne il ruolo, affidando a chi la sostituirà anche la responsabilità per lo sviluppo sostenibile, a scapito del commissario designato all’energia e clima, il molto controverso Miguel Arias Cañete, spagnolo del Ppe. Le commissioni Envi (ambiente) e Itre (industria, ricerca, energia) hanno dato il via libera allo spagnolo. Il candidato al portafoglio “Clima e energia” è stato approvato con 83 sì e 42 no come Commissario e con 77 sì e 48 no come adatto al portafoglio.

Un’altra modifica attesa è quella delle responsabilità dell’ungherese Tibor Navracsics (Ppe), che la commissione cultura ha giudicato inadeguato al portafogli dell’educazione, cultura, giovani e cittadinanza. Nel suo caso l’inadeguatezza non riguarderebbe tanto la competenza personale del commissario, quanto la sua vicinanza al premier ungherese Viktor Orban, accusato in patria e in Europa di aver varato leggi restrittive proprio in ambito di libertà di espressione e cultura. Gli dovrebbe essere tolta almeno la cittadinanza, che potrebbe essere affidata al primo vicepresidente designato, Frans Timmermans, già responsabile per i diritti fondamentali e lo stato di diritto, che ha svolto un’eccellente audizione.

Una volta “salvati”, seppure con qualche perdita, i due popolari Arias Cañete e Navracics, gli eurodeputati del Ppe potranno “rilasciare l’ostaggio”: il commissario designato agli affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, strapazzato all’audizione dal centro destra soprattutto perché socialista e francese, più che per le sue risposte (in realtà piuttosto convincenti) o per la sua competenza, indubbia (è stato ministro delle Finanze). Questa, comunque, è una decisione che dovrà prendere la commissione affari economici.