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Costo del lavoro, Italia sotto la Germania. Ma otto volte più cara della Bulgaria

L’Eurostat rileva un abisso tra i salari tedeschi, 31,6 euro l’ora, italiani, 28 euro l’ora e bulgari, 3,4 euro l’ora. E le aziende delocalizzano ad Est

Il costo del lavoro in Italia è inferiore a quello tedesco, ma resta sopra la media dell’Ue, e soprattutto ben superiore rispetto ai paesi dell’Est Europa dove si sposta sempre più frequentemente la produzione industriale. Lo segnala Eurostat, facendo la fotografia della situazione in Europa nel 2012.

In media, un’ora di lavoro in Italia costa alle aziende 28 euro, contro una media Ue di 24,2 euro. In Germania il costo è 31,6 euro. In Polonia, invece, il costo del lavoro è inferiore di oltre un terzo rispetto all’Italia, attestandosi a soli 7,9 euro. In Repubblica Ceca il costo del lavoro è di 10 euro all’ora, in Romania di 4,1 euro, in Bulgaria di 3,4 euro.

In Italia, tuttavia, il numero di ore di lavoro per singolo lavoratore a tempo pieno è tra i più bassi d’Europa (1565 ore all’anno, contro una media Ue di 1661 ore), inferiore solo a Belgio e Francia. Questo contribuisce a diminuire il peso dei salari nel calcolo del costo del lavoro. E infatti, in Italia tra il 2008 e il 2012 gli stipendi sono cresciuti del 6,9%, contro una media Ue dell’8,2% e una media dell’Eurozona del 9,1%. Al contrario, nello stesso periodo in Italia i costi non salariali del lavoro sono aumentati di più che nel resto d’Europa: 2,8% in Italia contro una media Ue e dell’Eurozona del 2,7%.