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Crescita, Juncker vara il piano da 300 mld. L’Italia prenota fondi per 40 mld

Al via il piano europeo per la crescita da 300 miliardi. Una ventina stanziati da Commissione e Bei, gli altri rastrellati sui mercati con l’effetto leva. Gli stati potranno contribuire volontariamente. E l’Italia ha già presentato progetti per 40 miliardi. Ecco il piano

Per molti la promessa di mobilitare 300 miliardi per la crescita è stato il colpo di mano che ha permesso a Jean Claude Juncker di ottenere la fiducia del Parlamento europeo. E ora c’è grande attesa per scoprire il progetto del Presidente della Commissione. Mercoledì l’ex premier del Lussemburgo renderà pubblici i dettagli del piano che nelle scorse settimane è stato al centro di molte speculazioni e attacchi.

Secondo il Financial Times il bilancio comunitario metterà a disposizione di un fondo creato ad hoc, forse chiamato “Fondo europeo per gli investimenti strategici”, 16 miliardi di euro, mentre altri 5 arriveranno dalla Banca europea degli investimenti (Bei). I 21 miliardi totali dovrebbero servire attraverso l’effetto leva a rastrellare sul mercato fondi per 300 miliardi di euro.

Ma che cos’è l’effetto leva? Significa che i soldi messi dall’Unione europea non serviranno a finanziare direttamente i progetti, ma serviranno come garanzia sull’investimento o sul ritorno economico dei privati che finanzieranno effettivamente le opere. Secondo gli analisti infatti, in Europa ci sarebbe un eccesso di capitale immobilizzato e infruttifero che non aspetta altro che buone occasioni di business.

Sulle cifre però c’è disaccordo. Il Sole 24 Ore parla di 5 miliardi da Bruxelles e di 20-25 dalla Bei, mentre altri giornali danno numeri diversi. Quel che è certo è che la Banca europea degli investimenti, per mantenere il rating di tripla A, non potrà investire in progetti a rischio (da qui l’idea di creare un fondo ad hoc).

Inoltre sembra ormai assodato che nel fondo Juncker gli Stati potranno partecipare in maniera assolutamente volontaria. La Germania probabilmente si tirerà fuori, mentre l’Italia e gli altri paesi del Mediterraneo saranno incentivati a investire, sempre utilizzando il concetto della leva finanziaria.

Ma attenzione, i finanziamenti del nuovo Fondo non cadranno a pioggia. La commissione europea ha già chiesto ai Paesi di indicare dei progetti concreti, cantierabili nel giro di pochi mesi e che abbiano un impatto sulla crescita a livello sistemico europeo. Roma, con la consulenza di Cassa depositi e prestiti, ha stilato un piano con 2.200 progetti per un valore complessivo di 40 miliardi. Si va dalle infrastrutture energetiche alle tecnologie green, dalla fibra ottica alla messa i sicurezza del territorio.