Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Da Firenze parte Erasmus+, un’opportunità per migliaia di giovani

Da Firenze parte Erasmus+, un’opportunità per migliaia di giovani

Da Firenze parte Erasmus+, un’opportunità per migliaia di giovani
Università Basilicata

Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha inaugurato a Firenze Erasmus+, il nuovo programma di finanziamento unionale per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.  All’evento di lancio hanno partecipato anche Stefania Giannini, Ministro italiano dell’Istruzione e della ricerca, e Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e degli affari sociali. Erasmus+ avrà una dotazione complessiva di 14,7 miliardi di euro nell’arco del prossimo settennio, il 40% in più rispetto ai programmi precedenti. Si prevede che fino al 2020 saranno circa 330 000 gli italiani che riceveranno borse Erasmus+.

“La scuola è una priorità molto importante: ho chiesto a tutti i ministri dei ventotto Paesi dell’Unione Europea di investire nell’educazione. Questo è il futuro dell’Europa”, ha detto il Commissario europeo per l’Istruzione e la Cultura, Androulla Vassiliou, a margine della presentazione del progetto Erasmus+. “Dobbiamo dare ai giovani le capacità di cui hanno bisogno per avere successo nella vita, per trovare un impiego e mantenerlo – ha aggiunto Vassiliou – Erasmus+ è molto probabilmente il più popolare programma scolastico nell’Unione Europea. Soprattutto in questo periodo di crisi è importante dare molte opportunità ai giovani. Vogliamo dare anche ai ragazzi italiani – ha concluso il commissario – nuove chance importanti con questo programma Erasmus +”.

“Ci vuole certezza di quanto possiamo assegnare alle università e anche la possibilità che le università possano pensare lungo e non fare politiche del giorno dopo giorno”, ha detto il ministro per l’Istruzione Stefania Giannini, a margine della presentazione del progetto, ai giornalisti che le chiedevano di rispondere a chi accusa l’Università italiana di essere un passo indietro rispetto a quelle del resto d’Europa. “L’Università italiana mi sembra che stia facendo il suo mestiere in Europa e nel resto del mondo. Cosa manca? Un sistema più semplice per il reclutamento e per la progressione in carriera – ha concluso Giannini – ed una programmazione possibile”.