I leader dei paesi europei a guida socialdemocratica hanno dato oggi a Parigi il loro via libera alla nomina del popolare Jean Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea, riconoscendo il diritto del partito che ha avuto la maggioranza relativa in occasione delle ultime elezioni europee di indicare il proprio candidato, ma chiedendo che nel suo mandato sia marcata la scelta della crescita come priorita’ e di un utilizzo flessibile delle norme del patto di stabilita’ e crescita. Il presidente della Repubblica francese Francois Hollande ha organizzato un incontro informale dei 9 capi di Stato e di governo di area socialista, una decina di giorni dopo l’analoga riunione in Svezia dei capi di governo di centro destra.
Il vertice e’ stato preceduto da una breve riunione bilaterale con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, la cui immagine “vittoriosa” dopo le elezioni campeggia in copertina del Magazine del quotidiano Le Monde, in edicola da ieri. L’obiettivo era quello di mettere a punto una linea comune in vista del vertice Ue in cui si discuteranno le nomine delle alte cariche comunitarie in scadenza e le linee guida della prossima Commissione. Renzi e Hollande hanno confermato la loro sintonia sull’opportunita’ di utilizzare tutti gli spazi concessi dal Patto di stabilita’ per finanziare gli investimenti e il presidente francese ha detto di avere “fiducia” nel premier italiano, che portera’ in Europa, durante il semestre italiano, “dinamismo ed energia”.
Durante l’incontro allargato e’ anche stato deciso che Hollande presentera’ al Consiglio europeo di giovedi’ e venerdi’ prossimi le istanze comuni, e che si deve trattare perche’ per gli altri incarichi di vertice da assegnare vengano scelti anche nomi della famiglia socialdemocratica, con una particolare attenzione per le donne. Il presidente uscente del Parlamento europeo Martin Schulz, presente all’incontro, ha confermato di essere ufficialmente candidato a succedere a se stesso , mentre la premier danese Helle Thorning-Schmidt, indicata da piu’ parti come la piu’ probabile candidata alla successione di Herman Van Rompuy al Consiglio europeo, ha detto che preferisce rimanere al suo posto a Copenhagen, anche se c’e’ chi la considera una smentita “scaramantica”.

