Sciabole di plastica e spade di legno. Con queste armi un gruppo di ragazzini avrebbe messo in scena la decapitazione di alcuni cristiani. Il video, diffuso su internet, ha provocato scalpore per il modo in cui i ragazzini, abitanti di un quartiere a maggioranza rom di Sofia, imitano i guerriglieri dello Stato islamico che in Siria e Iraq hanno sgozzato alcuni occidentali.
I timori sono ancora maggiori visto che nel video, secondo quanto riportato dai media locali, ci sarebbero alcune persone che entrano ed escono dal luogo di culto indossando vestiti con il simbolo dello Stato islamico. E lo stesso simbolo sarebbe presente su alcune auto che circolano per il quartiere.
“Non abbiamo dei meccanismi per controllare quello che succede nelle moschee”, ha dichiarato in un’intervista alla Radio nazionale bulgara (Bnr) il mufti principale dei musulmani in Bulgaria, Mustafa Hadji, a capo di una comunità di circa 800mila fedeli.
Secondo il premier non ci sarebbero cittadini bulgari che combattono o hanno combattuto con l’Isis, ma il ministro della difesa, Velizar Shalamanov, ha invece dichiarato che alcuni guerriglieri bulgari sono coinvolti nella guerra civile siriana e irachena. A trasmettere a Sofia queste informazioni sarebbero stati i servizi segreti di alcuni Paesi europei. E la preoccupazione è proprio che dei ‘reduci’ tornino in Bulgaria e che, grazie all’assenza di controlli interni all’Europa, si possano spostare in altri stati per commettere attentati.
