Di Tommaso Cinquemani
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“Il surriscaldamento globale è una invenzione”. “Il multiculturalismo ha diviso la nostra società”. “Il politically correct sta soffocando la libertà di parola”. “Le madri lavoratrici che prendono il permesso di maternità valgono meno degli uomini”. Sono di questo tenore alcune dichiarazioni fatte da Nigel Farage, il discusso leader dell’United Kingdom Independence Party, il partito indipendentista inglese, che ha sbaragliato in Inghilterra conservatori e laburisti alle ultime elezioni europee. Un personaggio fuori dalle righe, pittoresco, per qualcuno. Per altri un pericolo pubblico. Una valutazione fatta da molti grillini che hanno profondamente criticato l’incontro avuto da Beppe Grillo a Bruxelles con il leader dell’Ukip.
E in molti si chiedono perché il leader 5Stelle abbia deciso di intavolare una discussione con l’Ukip. Certo non hanno molto in comune. Farage è un convinto nuclearista, non ama le rinnovabili e crede che il surriscaldamento globale sia una favola. Il Movimento invece ha posizioni ‘green’, crede nelle rinnovabili e chiede che si abbandonino le energie fossili. L’Ukip e un partito iper-liberista, con forti entrature nella City londinese. I 5Stelle criticano la finanza speculativa, il modello capitalista incentrato sul consumo e vogliono che alcuni servizi, come l’acqua, rimangano pubblici. Farage ha posizioni xenofobe, fortemente anti-immigrati, maschiliste e omofobe. Il Movimento 5 Stelle invece ha votato in Italia per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, è a favore dei diritti degli omosessuali e per un maggiore coinvolgimento del gentil sesso nell’economia italiana.
Che cosa hanno da spartire questi due partiti? Semplice, i numeri. Matteo Salvini ha agito in anticipo stringendo una alleanza con il Front National di Marin Le Pen. La leader francese aveva aperto ai 5Stelle che però avevano respinto agni dialogo. Così la Le Pen si è apparentata con la Lega, con il partito euroscettico austriaco, col Vlaams Belang belga e con il Partito della Libertà olandese. Cinque in tutto, ancora pochi però per formare un gruppo autonomo, visto che devono essere rappresentate almeno sette nazionalità, ma certo sulla buona strada.
La Le Pen ha categoricamente escluso che ci possa essere una alleanza Jobbik, il partito neonazista e antisemita ungherese e con Alba dorata, i fascisti greci. Partiti che non potrebbero mai allearsi con il Movimento 5 Stelle che quindi si è trovato con terra bruciata attorno. Percentuali alla mano l’Ukip è uno dei pochi partiti con il quale il Movimento potrebbe pensare di intavolare una discussione per formare un gruppo. La posta in gioco è alta: la sopravvivenza a Strasburgo. Secondo i regolamenti parlamentari infatti i partiti che non sono in alcun gruppo non hanno quasi diritto di parola, possono incidere pochissimo nella vita del parlamento e non hanno diritto neppure a uffici e segreteria. C’è da aspettarsi che Grillo nei prossimi giorni si guardi attorno e forse, a conti fatti, la soluzione più semplice e ideologicamente coerente sarà quella di confluire nel gruppo dei Verdi.
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Confermata l’anticipazione di Affaritaliani.it. Grillo: con Farage un matrimonio di convenzienza “La stampa italiana sta scrivendo di tutto su Nigel Farage”. Cosi’ Beppe Grillo su Facebook dove ‘linka’ al suo blog dove, con il titolo ‘Nigel Farage, la verita”, rilancia una nota dell’ufficio stampa del leader degli euroscettici Ukip, incontrato mercoledi’ scorso a Bruxelles. Una nota che sembra voler rivendicare la giustezza di un accordo con Farage che, cosi’ si legge sul blog, sottolinea per parte suia come quello al Parlamento europeo sarebbe solo un “matrimonio di convenienza”. Si tratterebbe di far parte, quindi, di un gruppo che “non e’ un partito politico” ma e’ piuttosto una “scelta strategica e pragmatica” per contare in Parlamento e riuscire ad ottenere qualcosa, sia dei “finanziamenti” sia “posizioni nelle commissioni”. Inoltre, sempre nella nota dell’ufficio stampa di Farage pubblicato sul blog, viene sottolineato per capitoletti che l’UKIP e’ “contro la guerra”, e’ “un’organizzazione democratica” che non pratica “nessuna forma di razzismo ne’ xenofobia”; “si oppone alla dominazione tedesca e al controllo della Troika” e infine “sostiene la democrazia diretta e si oppone all’Euro”.
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