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Turchia: islamismo e sentimento anti Ue. Ecco i piani del sultanato di Erdogan

La riforma costituzionale sta per consegnare tutti i poteri a Erdogan. E intanto cambia l’educazione nelle scuole. Turchia sempre più lontana dall’Ue

IL FUTURO DELLA TURCHIA? PIU’ ERDOGAN E PIU’ ISLAM

Più Erdogan e più Islam. Sembra essere questo il futuro della Turchia, che si allontana sempre di più dall’Unione Europea per guardare verso Oriente e il mondo musulmano. La riforma costituzionale non solo sta per consegnare tutti i poteri nelle mani di Erdogan. Anche il mondo della scuola e dell’insegnamento sta subendo drastici cambi che cancellano il laicismo di Ataturk e vanno sempre più verso una Turchia islamista.

LA RIFORMA COSTITUZIONALE DI ERDOGAN

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha firmato venerdì scorso il pacchetto di 18 emendamenti alla costituzione che sancirebbero definitivamente il passaggio della Turchia dal sistema parlamentare a un sistema presidenziale, nel caso al referendum previsto per il prossimo aprile vincesse il sì. Nel caso ad aprile il ‘sì’ avesse la meglio sparirebbe la figura del premier, con il presidente della Repubblica che diventerebbe capo del governo, titolare di poteri esecutivi e competente ad emettere decreti legge, oltre a poter scegliere i membri del governo e i due vicepresidenti anche al di fuori dei parlamentari eletti, sciogliere la camera e indire nuove elezioni e mantenere un legame diretto con il proprio partito di provenienza, considerato che cadrebbe l’obbligo di imparzialità.

PARLAMENTO SENZA POTERE

A uscire ridimensionato sarebbe il parlamento, che vede ridotti i propri poteri a un ruolo di controllo dei ministri e del governo attraverso interpellanze scritte, senza poter neanche presentate mozione di sfiducia e avere un ruolo nella scelta della squadra di governo. Un cambiamento importante riguarderebbe il Consiglio Superiore della Magistratura (HSYK), che vedrebbe ridotti da 22 a 13 i propri componenti, sarebbe presieduto dal ministro della Giustizia, scelto dal presidente insieme ad altri 4 membri, mentre i restanti 7 verrebbero scelti dal parlamento.

VIRATA VERSO L’ISLAM

Ma la rivoluzione della Turchia non è solo politica, bensì anche culturale. Nelle scorse settimane, infatti, il ministro dell’Istruzione ha approvato dei cambiamenti nell’insegnamento nelle scuole. Al posto di Einstein e Newton ai bambini verranno insegnate le scoperte di scienziati turchi e musulmani. Maggiore focus sarà dato all’Islam. E da più parti è stato espresso il timore che ai bambini turchi verrà somministrata un’educazione pericolosamente nazionalista e fanatico religiosa, visto che anche i libri di testo di storia saranno cambiati con testi molto più “turchi” e molto più islamisti. Il sultanato di Erdogan, pur tra mille debolezze, è pronto a sorgere. Lontano, come non mai, dall’Europa.