La spesa italiana per ricerca e sviluppo nel 2013 ha raggiunto l’1,25% del Pil, a fronte di una media Ue del 2,02% e al di sotto di tutti i grandi concorrenti internazionali. Lo segnala oggi Eurostat. Gli investimenti per ricerca e sviluppo sono aumentati in Italia rispetto al 2004, quando registravano un’intensità pari all’1,05% del Pil, ma ancora poco rispetto agli altri paesi più avanzati.
Gli ultimi dati disponibili indicano che negli Stati Uniti la spesa in ricerca è pari al 2,81% del Pil (dati del 2012), in Giappone del 3,38% (nel 2011), in Corea del Sud del 4,04% (nel 2011) e in Cina dell’1,98% (2012).
A livello Ue, l’Italia si posiziona al quindicesimo posto tra i 28 membri. Nel Nord Europa si registrano tassi di investimento doppi rispetto a quelli italiani: Finlandia (3,32%), Svezia (3,21%), Danimarca (3,05%), Germania (2,94%). Degli investimenti italiani, il 54% vengono dai privati, segnala Eurostat.
Gli investimenti italiani provengono prevalentemente dalle imprese (54%), seguite dal settore dell’istruzione superiore (28%), dal governo (15%) e no-profit (3%).

