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FI non molla sulle dichiarazioni di Geithner. “Anche le agenzie di rating sono coinvolte”

FI non molla sulle dichiarazioni di Geithner. “Anche le agenzie di rating sono coinvolte”
berlusconi
In Forza Italia puntano il dito contro Napolitano per il suo silenzio dopo le rivelazioni di Geithner. Ma secondo Lara Comi, eurodeputata azzurra contattata da Affaritaliani.it, “un ruolo fondamentale nella caduta di Berlusconi lo hanno avuto anche le agenzie di rating”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

“Il complotto è una notizia gravissima che conferma quanto dico da diverso tempo” e “osservo che il Capo dello Stato, i presidenti del Senato e della Camera, il presidente del Consiglio ieri non hanno ritenuto di fare alcuna dichiarazione”. Silvio Berlusconi interviene il giorno dopo la pubblicazione di ‘Stress Test’, il libro del ministro Usa Timothy Geithner che ha dichiarato che nell’autunno del 2011, quando la crisi economica aveva portato l’euro a un passo dal baratro, alcuni funzionari europei lo avvicinarono, sottoponendogli una strategia che avrebbe dovuto portare alle dimissioni di Silvio Berlusconi. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha detto ieri di non sapere nulla e Geithner non si è sbilanciato nel dire chi ci sia dietro questi “funzionari europei”. Ma per Forza Italia il burattinaio è uno solo: Angela Merkel. Secondo gli esponenti di FI sarebbe stata la Cancelliera tedesca, in accordo con l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, ad aver ordito un piano per fare dimettere il Cavaliere.

E sul complotto pesa il silenzio del governo e del Presidente della Repubblica. “Mi auguro che Napolitano dia delle spiegazioni nel minor tempo possibile, se così non fosse, se tace, sarebbe una conferma dei sospetti di un suo coinvolgimento”, dichiara ad Affaritaliani.it Lara Comi, eurodeputata uscente di Forza Italia e ricandidata a Strasburgo. Oltre al Colle, al governo tedesco e a quello francese (ormai famosa la risata tra Merkel e Sarkozy), secondo alcuni nella caduta di Berlusconi nel 2011 ci sarebbe stato anche lo zampino delle società di rating che abbassarono la valutazione sul nostro Paese aggravando la crisi. “Queste società hanno avuto sicuramente un ruolo politico”, incalza Lara Comi. “Siamo davanti ad una filiera che vede in campo governi e società di rating, che sono influenzate da un intero sistema di potere che persegue propri interessi. Una delle riforme europee che secondo me è necessaria è la creazione di una società di rating europea che abbia un controllo da parte dell’Ue”.

Intanto il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta, dopo le rivelazioni dell’ex ministro del Tesoro Usa, Timothy Geithner, ha presentato alla Camera una proposta per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta “sulle vicende, le cause e le responsabilità, anche internazionali, che hanno portato, nell’autunno 2011, alle dimissioni del governo presieduto da Silvio Berlusconi, senza una sfiducia formale da parte delle Camere”.