La normativa italiana sulla legittima difesa non tutela abbastanza le vittime di aggressioni: per avvalorare questa tesi, e chiedere una modifica della legislazione italiana in materia, alcuni eurodeputati di Forza Italia hanno organizzato a Bruxelles una tavola rotonda alla quale ha partecipato anche Graziano Stacchio, il benzinaio di Vicenza indagato per eccesso di legittima difesa dopo che lo scorso 3 febbraio ha ucciso un rapinatore che stava compiendo un assalto alla gioielleria vicina alla sua stazione di servizio.
“La violenza crescente che ogni giorno la cronaca ci racconta rende, purtroppo, il tema della legittima difesa di particolare attualità”, ha detto l’organizzatore della conferenza, l’eurodeputato di Forza Italia Alberto Cirio, secondo il quale la normativa italiana ” tutela maggiormente gli aggressori rispetto agli aggrediti e i delinquenti rispetto ai cittadini”.
Presentando Stacchio, Cirio ha sottolineato che si tratta “di un uomo che ha messo a repentaglio la propria vita per salvare quella di un’altra persona, una rarità da prendere a modello in una società in cui prevale l’egoismo, e che non si troverebbe ad affrontare gli stessi guai giudiziari se quanto è accaduto a Vicenza fosse successo, invece, a Lubiana o a Berlino. Per questo chiederemo alla Commissione giuridica del Parlamento europeo di intervenire a favore di una maggiore omogeneità dei codici penali dei paesi Ue su questo tema”.
“Vorrei che da tutto questo potesse nascere qualcosa di buono – ha commentato Graziano Stacchio – perché avere una pistola puntata addosso è un trauma che segna per tutta la vita e ancor di più se accade a una persona giovane. La violenza che subiamo- ha aggiunto il benzinaio di Ponte di Nanto – è diventata insostenibile, per questo la solidarietà che mi è stata dimostrata rappresenta una protesta nazionale”.
In occasione dell’incontro di oggi, anche il vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, e gli eurodeputati italiani del gruppo Ppe Giovanni Toti, Lorenzo Cesa, Alessandra Mussolini, Lara Comi, Massimiliano Salini, Salvo Pogliese e Remo Sernagiotto si sono detti disponibili a fare da portavoce sulla necessità di rivedere la normativa sulla legittima difesa”.

