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Fondi europei, all’Italia 44 miliardi. Ma servono controlli anti-frode

Fondi europei, all’Italia 44 miliardi. Ma servono controlli anti-frode
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Nei prossimi sette anni l’Unione europea investirà in Italia 43,8 miliardi di euro. Ma serve un miglioramento della gestione dei fondi e un controllo attento per prevenire eventuali frodi. Se ne è discusso al Museo Diocesano di Napoli

Al Museo Diocesano di Napoli si è svolto un seminario inteso a migliorare la gestione dei fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI) e assicurare che siano spesi in modo sicuro. Durante il seminario, ospitato dalla Commissione europea insieme alle autorità italiane e a Transparency International Italia, sono stati presentati strumenti di ausilio alla gestione dei fondi e sono state discusse modalità concrete per potenziare la capacità amministrativa e la formazione dei funzionari nazionali in modo da garantire un’efficace erogazione dei fondi. I partecipanti hanno discusso inoltre misure intese a prevenire i rischi e a garantire che gli investimenti vadano a favore di crescita e occupazione.

L’Italia ha molto da guadagnare dai fondi strutturali e di investimento europei: nel periodo 2014-2020 saranno investiti nelle regioni italiane circa 43,8 miliardi di euro di fondi UE, una quota significativa degli investimenti pubblici totali nel paese. Il nuovo periodo di programmazione finanziaria pone maggiormente l’accento sul miglioramento della capacità di gestione dei fondi per ottenere il massimo impatto possibile. In base alle nuove norme, per la prima volta le autorità nazionali hanno l’obbligo preciso di mettere in atto misure adeguate per prevenire eventuali frodi individuando e contrastando le potenziali aree di rischio. Secondo le ultime indagini Eurobarometro e Transparency International, l’Italia è il secondo paese in cui i rispondenti sono più propensi a ritenere che la corruzione sia una pratica diffusa (97% della popolazione italiana).

“Dobbiamo proteggere gli investimenti futuri e cercare di ottenerne il massimo, in modo che i cittadini stessi possano percepirne i benefici in termini di posti di lavoro, prosperità e migliore qualità di vita”. Ha dichiarato il Commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn. “L’Italia ha messo grande impegno nella gestione dei fondi dell’UE, ma resta ancora molto da fare. Questo è il motivo per cui dobbiamo cooperare e continuare a lavorare a stretto contatto con le autorità italiane ad ogni livello per fornire più strumenti ai funzionari incaricati di gestire i fondi e contribuire ad assicurare la necessaria capacità amministrativa, in modo che ogni euro sia speso bene per sostenere la crescita e l’occupazione. Dal canto nostro, posso assicurarvi che la Commissione è pronta a fornire tutta l’assistenza possibile per garantire una buona gestione dei fondi UE”.

Maria Teresa Brassiolo di Transparency International Italia ha aggiunto: “Sono molto lieta di questa iniziativa della Commissione europea e delle autorità italiane per affrontare la questione della capacità amministrativa. Un utilizzo improprio dei fondi nel settore pubblico rappresenta un grave rischio per la capacità economica dello Stato, per il suo funzionamento democratico e, più in generale, per i suoi cittadini. Ciò di cui abbiamo bisogno è un sistema nazionale responsabile, con poche regole accessibili e procedure trasparenti ed affidabili. Questo seminario è un’ottima occasione per capire in che modo possiamo collaborare per migliorare la gestione dei fondi UE a beneficio dei cittadini”.

Il seminario è l’ultimo di una serie di eventi organizzati dalla Commissione europea per aiutare gli Stati membri a trarre il massimo dei fondi SIE. L’evento è stato aperto da Lorenzo Salazar, Direttore del Ministero della Giustizia; Giovanni Kessler, Direttore generale dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode della Commissione europea; Normunds Popens, Vicedirettore generale della DG Politica regionale e urbana della Commissione europea e Maria Teresa Brassiolo di Transparency International Italia. Rappresentanti delle istituzioni dell’UE, delle autorità italiane e di organizzazioni della società civile hanno potuto condividere esperienze e buone pratiche su come responsabilizzare la pubblica amministrazione e garantire il corretto utilizzo dei fondi.