Ecco la riforma del lavoro di Macron: addio alla contrattazione collettiva
L’elemento più importante della riforma del mercato del lavoro in Francia è l’addio alla contrattazione collettiva. Viene prevista infatti la possibilità di negoziare gli accordi al di fuori del controllo dei sindacati nelle aziende oltre i 50 dipendenti. Viene inoltre demandato ad accordi di categoria la decisione sulle condizioni di lavoro a tempo determinato che erano fissati finora a livello nazionale. La riforma consiste in 36 misure, tra cui le indennità che potranno essere concesse a chi è licenziato senza giusta causa. Una delle misure chiave della riforma sono i tetti degli indennizzi che un giudice potrà chiedere per i lavoratori licenziati senza giusta causa. Dopo 30 anni di anzianità si potrà ottenere al massimo 20 mesi di salario. Dopo due anni di anzianità il tetto passa da 6 a 3 mesi e potrà aumentare di un mese l’anno fino a a 10 anni di anzianità. Il tetto sarà comunque di 20 mesi.
Il ruolo dei sindacati va in pensione. Le regole sui licenziamenti economici
Il nuovo codice consente a un’azienda di decidere i cosiddetti licenziamenti economici, dimostrando che va male in Francia, mentre col vecchio codice doveva dimostrare che andava male globalmente. I lavoratori ora hanno un anno di tempo per fare ricorso mentre col vecchio codice avevano un anno in caso di licenziamento economico e due anni per gli altri licenziamenti. Cambiano anche le modalità della negoziazione nelle piccole imprese. Oggi nelle aziende con meno di 11 lavoratori senza delegati sindacali ci si atteneva alla contrattazione di categoria. Con il nuovo codice l’azienda potrà contrattare direttamente con i suoi addetti e poi sottoporre questi accordi a una sorta di referendum, cioe’ all’approvazione dei due terzi dei lavoratori. Questa forma di dialogo sociale è estesa alle aziende tra 11 e 20 addetti senza rappresentanti sindacali. Nelle aziende tra 11 e 49 addetti il lavoratore potrà rivolgersi a un rappresentante eletto senza mandato sindacale.
Francia: riforma del lavoro in vigore già da fine settembre
Le cinque ordinanze sulla riforma del Lavoro entreranno “in vigore” già da “fine settembre”: è quanto ha annunciato il premier francese, Edouard Philippe, al termine della presentazione a Parigi della nuova Loi Travail voluta dal presidente Emmanuel Macron. Prima di quella data, le cinque ordinanze verranno sottoposte all’esame di “almeno cinque” organi consultivi, nelle quali sono rappresentati anche gli organismi sindacali e imprenditoriali. Ognuno di essi esprimerà il proprio parere anche se ormai eventuali modifiche al testo possono essere solo “marginali”, ha precisato il capo del governo. Prevista per il 22 settembre la presentazione in consiglio dei ministri prima della definitiva ratifica del presidente e l’entrata in vigore entro fine settembre.
