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Gas, Mosca: ‘Rubinetti chiusi in due anni. L’Ue costruisca un gasdotto con la Turchia’

L’annuncio arriva a sorpresa e colpisce come un pugno allo stomaco. L’amministratore delegato di Gazprom ha fatto sapere che entro due anni Mosca chiuderà i gasdotti che arrivano in Europa attraverso l’Ucraina. O l’Unione pensa a nuove vie di approvvigionamento, oppure resterà al freddo.  Nello specifico Alexei Miller,  in occasione del primo viaggio in Russia del commissario all’Unione energetica Maros Sefcovic, ha suggerito a Bruxelles di avviare i lavori per la costruzione di un gasdotto che unisca la Grecia alla Turchia.

La Commissione europea si è detta sorpresa dall’annuncio e ha fatto sapere di aspettarsi che Mosca tenga fede ai contratti commerciali che la legano all’Europa. Tuttavia l’annuncio di Mosca ha avuto come effetto quello di accelerare un processo di diversificazione delle fonti energetiche già avviato negli anni passati. L’Ue ora guarda all’autoproduzione (shale gas), al Nord Africa e al Mar nero.

Ogni anno la Russia fa arrivare all’Europa attraverso l’Ucraina 63 miliardi di metri cubi di gas naturale. Mosca vuole stringere la sua morsa intorno a Kiev e per questo ha bisogno di avere mano libera sulle forniture di metano. Ma c’è di più. Mosca negli ultimi tempi ha stretto i suoi legami con la Turchia. Il Paese euroasiatico, che da anni aspetta di entrare in Europa, sta avendo una deriva islamico-autoritaria, impressa dal premier Erdogan, che ha allontanato il paese dall’Unione. Ne ha approfittato Mosca che è in cerca di nuovi alleati dopo che i rapporti con i Paesi dell’Est si sono raffreddati, per non dire congelati.