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Gas, Zanonato: “Nord Stream svantaggioso per l’Italia e l’Europa”

Gas, Zanonato: “Nord Stream svantaggioso per l’Italia e l’Europa”
zanonato
La Germania spinge per la costruzione del gasdotto Nord Stream, l’Italia invece punta sul Tap. L’eurodeputato Flavio Zanonato ad Affaritaliani.it: “Il progetto tedesco legherebbe ancora di più l’Europa al gas russo e favorirebbe l’aggressività di Mosca nei confronti dell’Ucraina”

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Zanonato, che cos’è Nord Stream II?
“Nord Stream è un gasdotto che parte dalla Russia, passa sotto il Mare del nord e arriva in Germania. L’ipotesi sul tavolo, che non è solo della Germania, è quella di affiancare al primo un secondo tubo, in questo modo crescerebbe la quantità di gas trasportato, ma i costi sarebbero inferiori rispetto alla costruzione di un nuovo gasdotto”.

La Germania sta spingendo molto per la costruzione del Nord Stream II, come mai?
“Se questo gasdotto venisse costruito la Germania diventerebbe di fatto un hub del metano, capace poi di distribuire la materia prima ai paesi confinanti. Il rischio però è di isolare ulteriormente dal punto di vista energetico l’Ucraina. Il gasdotto infatti non passerebbe dal territorio di Kiev, dal quale oggi transita parte del gas che noi consumiamo. A quel punto l’Ucraina sarebbe ancora più ricattabile da Mosca”.

Russia che è stata sanzionata proprio dall’Unione europea per la guerra in Ucraina…
“Esatto, è sbagliato da un lato sanzionare Mosca per l’annessione della Crimea e poi favorirla in una politica aggressiva nei confronti dell’Ucraina”.

E per l’Italia quali sarebbero le conseguenze?
“Per noi il Nord Stream è svantaggioso perché puntiamo su un altro gasdotto, il Trans-Adriatic Pipeline (TAP) che porta il metano in Europa dall’Azerbaijan. In un ottica di diversificazione dei fornitori, essenziale per rendere sicuri gli approvvigionamenti, comprare il metano da un Paese che non è la Russia è importante”.

Qual è il livello di diversificazione dei fornitori dell’Italia?
“E’ critico. Noi importiamo gas dall’Algeria, dalla Libia e dalla Russia, tutti paesi problematici. In Russia ci sono frizioni legate all’Ucraina, la Libia è estremamente instabile a causa degli scontri tra fazioni e anche l’Algeria risente di questa instabilità e oltretutto preferisce vendere il gas al Giappone, che glielo paga di più”.

Bruxelles è a favore di quale progetto?
“All’interno dell’Ue non si fanno ragionamenti a livello di singoli Paesi, si guarda all’Unione nel suo complesso. Ciò che interessa è impedire che la Russia abbia atteggiamenti aggressivi nei confronti dell’Ucraina. Inoltre si vuole incentivare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. In quest’ottica il progetto Tap è sicuramente prioritario rispetto al Nord Stream”.