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Germania, nuova prova elettorale per Schulz nei lander

Il voto locale nei land di Schleswig-Holstein e Nord-Reno Vestfalia metterá alla prova la tenuta di Martin Schulz, candidato della Spd alle elezioni di autunno

Germania, nuova prova elettorale per Schulz nei lander
Rimonta della Merkel su Schulz

Sara’ un maggio di fuoco per Martin Schulz. Il 7 maggio si votera’ nello Schleswig-Holstein e una settimana dopo nel Nord-Reno Vestfalia: un doppio banco di prova per vedere se il cosiddetto “effetto Schulz” non era una chimera e per capire se la sfida lanciata dal socialdemocratico ad Angela Merkel davvero lo potra’ portare, il 24 settembre, a conquistare la cancelleria. Il fatto e’ che nei due Laender in cui si apriranno le urne per la Spd – di cui lui e’ il leader eletto con un inedito 100% dei voti – e’ obbligatorio vincere, dopo la deludente sconfitta del mese scorso nella Saar.

Primo test elettorale per Schulz dopo il fallimento nel Saar

Il Nord-Reno Vestfalia – che peraltro con oltre 17 milioni di abitanti e’ la regione piu’ popolata della Germania – e’ governato dalla sua collega di partito Hannelore Kraft. I segnali, pero’, sono contrastanti: il solido vantaggio certificato lungo dai sondaggi e’ andato riducendosi nelle ultime rilevazioni fino a registrare, domenica scorsa, una sostanziale parita’ con la Cdu di Frau Merkel, cresciuta a sorpresa di 4 punti in un mese. Ambedue i partiti sono attualmente al 34%: un testa-a-testa cui Schulz e la governatrice Kraft avrebbero volentieri fatto a meno. Anche perche’ complica non poco il quadro delle alleanze: l’attuale maggioranza rosso-verde (Spd e Verdi) non avrebbe i numeri per governare, ne’ ce l’avrebbe un patto “rosso-rosso-verde” (la Spd piu’ il partito di sinistra Die Linke e i Verdi), spauracchio degli elettori di centro. Il problema e’ che la corsa si fa stringente anche nello Schleswig-Holstein: qui Spd guida con il 33% dei consensi, seguita dal 31% della Cdu. Una differenza di soli due punti non sembra sufficiente a garantire sonni tranquilli ai piani alti del Willy-Brandt-Haus, il quartiere generale della Spd a Berlino.

Voti nei lander test cruciale per Schulz

Sommando Nord-Reno Vestfalia e Schleswig-Holstein si arriva ad un quinto della popolazione complessiva tedesca: gli osservatori hanno gioco facile nel dire che i voti nei due Laender rappresentano un test cruciale in vista delle elezioni federali di settembre. Il problema e’ che anche a livello nazionale lo “Schulz-Effekt” ha iniziato a perdere qualche colpo. Per oltre due mesi dal giorno dell’annuncio della candidatura dell’ex presidente del parlamento europeo nella corsa alla cancelleria, la Spd era cresciuta in maniera esponenziale nei sondaggi, fino a superare la Cdu/Csu targata Merkel e registrando, peraltro, un boom di nuovi iscritti. Quasi come se si fosse liberato d’improvviso un drastico bisogno di rinnovamento, alla fine di 12 anni di Merkel alla cancelleria. Ma dopo la Saar l’incanto e’ sembrato in qualche modo spezzarsi. Qui i socialdemocratici con il loro 29,6% si sono fermati ben al di sotto del 40,7% totalizzato dai conservatori sotto la guida Annegret Kramp-Karrenbauer. Popolarissima anche lei. 

Il voto locale rappresentativo di quello nazionale, anche nelle alleanze

Analogamente, la Spd confida nell’ampio consenso personale di Hannelore Kraft a Duesseldorf e di Torsten Albig a Kiel. E se quest’ultimo, sulla carta, non dovrebbe avere problemi a riproporre la coalizione con i Verdi e il partito della minoranza danese, nel Nord-Reno Vestfalia il dilemma delle alleanze e’ esattamente lo stesso di quello a livello nazionale. Una Grosse Koalition con la Cdu certo non e’ il massimo per chi vuole presentarsi come l’alternativa che cambiera’ l’anima del paese, mentre allo stesso tempo un patto con la sinistra radicale e’ esattamente la prospettiva che, numeri alla mano, ha spaventato una vasta fetta degli elettori della Saar. Cercare, di contro, un accordo con i liberali dell’Fpd insieme ai Verdi e’ rischioso: i primi sembrano quantomai distanti dalla linea “sociale” intrapresa dal Schulz e comunque continuano a mettere a segno risultati anemici nei sondaggi; e anche i secondi, in evidente crisi di identita’, continuano a perdere consensi. Non a caso Schulz piu’ che parlare di alleanze continua a insistere sulle diseguaglianze sociali, sulla necessita’ di mettere mano al welfare, di prolungare i sussidi di disoccupazione e trovare risposte alla precarieta’ soprattutto dei giovani. Temi molto sentiti anche in Germania, nonostante un’economia a dir poco prospera e un surplus stupefacente: anche qui l’incertezza e la mancanza di interlocuzione per un ceto medio-basso si fanno sentire sempre di piu’. Finora la strategia ha funzionato, nel senso che ha riportato nella Spd un gran numero di elettori che l’avevano abbandonata negli ultimi decenni, ed ha persino contribuito all’indebolimento dei nazional-populisti dell’Afd. Ma nel lungo termine non e’ detto che bastera’.

Merkel in rimonta su Schulz

Ultimamente Angela Merkel in quanto a popolarita’ ha riguadagnato le posizioni perdute, compiendo un deciso controsorpasso su Schulz. Sui giornali tedeschi corre in questi giorni la stessa domanda: davvero l’infinita fiducia che l’elettore medio sembra nutrire nei confronti della cancelliera avra’ ancora una volta la meglio? Oppure prevarra’ la voglia di cambiare pagina – sia pur in chiave al cento per cento europeista – che Schulz cerca di incarnare con tutte le sue forze? Attualmente una risposta non ce l’ha nessuno. Ma un’indicazione decisiva arrivera’ dalla “doppia partita” che si gioca in due tempi il 7 e il 14 maggio. Schulz l’ha detto, dopo il voto nella Saar: “Io punto al 2-1”. Perche’ se non ce la fa, la strada verso la cancelleria sara’ tutta in salita.