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Grecia, l’Ue: “Le misure nella lista vanno nella direzione sbagliata”

Fonti Ue: le misure della lista di Atene stanno andando “nella direzione sbagliata” in quanto “non sono abbastanza mirate ai più vulnerabili. Ancora troppe domande senza risposta”

Le misure della lista di Atene stanno andando “nella direzione sbagliata” in quanto “non sono abbastanza mirate ai più vulnerabili” e così “aprono la porta anche ad altri beneficiari”. Così fonti Ue, sottolineando che “non ci sono stati molti sviluppi sulla lista della Grecia in queste settimane” e che ci sono “molte domande senza risposta”.

La bocciatura, non ufficiale, dell’Ue arriva dopo la presentazione della lista di riforme della scorsa settimana, risulta che i greci prevedono di ricavare 875 milioni di euro da “rafforzamento delle attività di audit su una lista di trasferimenti bancari e soggetti offshore”, e 600 milioni da una “nuova lotteria che forzi i consumatori a chiedere lo scontrino dal valore aggiunto”. “Lo scopo maggiore di questo documento è sbloccare i finanziamenti a breve termine che consentiranno al Governo greco di fare fronte ai suoi obblighi immediati”, si legge nell’introduzione del documento che afferma come la Grecia si senta “un fiero membro dell’Ue e un irrevocabile membro dell’Eurozona”.

Il documento comprende 1,1 miliardi di euro di spesa per quest’anno, più della metà destinati al ristabilimento della tredicesima per i le pensioni dei redditi bassi, un provvedimento che pesa per 600 milioni. Inoltre, si sospende la clausola ‘zero deficit’, che porterebbe altri tagli alle pensioni degli statali, e questo aggiunge 326 milioni alle spese statali. Nel capitolo ‘riforma del lavoro’ è poi previsto un aumento graduale del salario minimo e il rafforzamento della contrattazione collettiva, misure che si trovavano anche nella prima lista presentata da Varoufakis. Sulle privatizzazioni si ribadisce che i contratti esistenti saranno onorati e le procedure avviate proseguiranno, mentre per le altre previste dal Memorandum si procederà caso per caso. Confermato il loro valore: 1,5 miliardi, contro i 2,2 preventivati dal precedente Governo.

Sull’avanzo primario, Atene farebbe delle concessioni: prevede un surplus del 3,9% del Pil, superiore a quello stabilito dal programma e contro le iniziali intenzioni di Tsipras e Varoufakis di ridurlo.  Ma tutto ciò stando alle indiscrezioni, non sarebbe stato abbastanza per garantirsi il placet di Bruxelles.