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Iacolino: “Così l’Ue potrà contrastare le frodi comunitarie”

Iacolino: “Così l’Ue potrà contrastare le frodi comunitarie”
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Il Parlamento europeo ha dato un primo via libera alla creazione della Procura europea. Un organismo che tutelerà gli interessi finanziari dell’Ue contrastando le frodi comunitarie, la corruzione e la malversazione. L’Intervista di Affaritaliani.it a Salvatore Iacolino, eurodeputato di FI e relatore del rapporto

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Onorevole Iacolino, oggi il Parlamento europeo ha approvato la relazione sulla Procura europea, di che cosa si tratta?
“La Procura europea è un organismo formato da un procuratore Ue e da delegati nazionali delle procure degli Stati membri. Deve coordinare le attività antifrode che riguardano le risorse erogate dall’Unione europea. Soltanto le frodi comunitarie ogni anno sottraggono circa 500 milioni di euro alle casse di Bruxelles”.

Ora chi è che si occupa di perseguire questi reati?
“Fino ad oggi l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) si occupava di questi reati, ma solo dal punto di vista amministrativo. Una volta che la Procura europea sarà implementata l’Olaf diventerà un organo di supporto”.

Qual è l’iter che seguirà adesso questo progetto?
“Noi abbiamo dato il parere positivo su una proposta della Commissione. Adesso spetta al Consiglio intervenire, anche tenendo conto dei rilievi che abbiamo sollevato: come la necessità di delimitare appropriatamente le competenze della Procura. Il Consiglio ce lo riproporrà durante la presidenza italiana e il Parlamento dovrà tornare sul punto e redigere nuovamente una relazione a favore o contro”.

Poi la Procura sarà operativa?
“A quel punto spetterà ai singoli Stati aderire o meno. La Procura ha come primo step quello di proteggere gli interessi finanziari dell’Unione europea attraverso una maggiore cooperazione tra i Paesi e a strumenti come il mandato di arresto europeo, la confisca, il sequestro e l’ordine di indagine. Il secondo step sarà il contrasto al crimine transnazionale”.

Alcuni Stati potrebbero non aderire?
“Germania, Olanda, Finlandia, Repubblica Ceca, Ungheria e altri sei stati non condividono il progetto. Il tema della giustizia penale è delicato, gli Stati vogliono mantenere la propria sovranità. L’obiettivo è però proprio quello di coinvolgere il numero più alto possibile di Stati in modo da aumentare l’efficacia della Procura”.