Mentre le immagini del naufragio del barcone al largo della costa libica venivano trasmesse da tutte le televisioni dell’Australia, il premier conservatore Tony Abbott ha lanciato un appello ai leader europei: per fermare gli sbarchi dei migranti e le tragedie in mare dovete fare come noi, respingere tutte le imbarcazioni, nessuna esclusa.
In effetti a guardare i numeri dell’Australia la cura di Abbott sembra avere funzionato. Se nel 2013 i richiedenti asilo approdati sulle coste, durante il governo si sinistra, erano stati più di ventimila, nel 2015 nessuno è ancora approdato, mentre l’anno scorso solo 157 persone sono riuscite a sfuggire alle maglie della guardia costiera, ma sono state comunque rispedite indietro.
L’operazione Sovereign Borders è iniziata nell’autunno del 2013, poche settimane dopo che Tony Abbott ha vinto le elezioni australiane. E ad oggi sembra che tutti, dalla destra alla sinistra, concordino nel celebrare il successo dell’operazione.
Ma dove vengono mandati i migranti? Chi non può fare richiesta d’asilo viene rispedito nel Paese d’origine. Chi ha visto una puntata del reality Airport Security sa bene quanto sono severi gli australiani in materia di immigrazione clandestina. Chi invece può fare richiesta di asilo viene mandato in alcuni centri sull’isola di Nauru o in Papa Nuova Guinea.
Lì, teoricamente, le pratiche dei richiedenti asilo vengono analizzate e solo al momento del via libera i migranti possono entrare in Australia. In realtà, dicono alcune associazioni, si tratta di veri e propri campi di detenzione, in cui i migranti vivono in condizioni disumane e attendono anni prima di avere una risposta. Uno stratagemma utilizzato per ridurre al minimo le persone che provano a chiedere asilo.
In Europa, dicono in molti, una politica del genere non potrebbe essere attuata visto che già l’Italia è stata condannata dalla Corte per i diritti dell’uomo di Strasburgo per gli accordi con Gheddafi del governo Berlusconi. Inoltre dall’altra parte del Mediterraneo ci sono Paesi in guerra, in cui sarebbe difficile strutturare dei campi di raccolta. Senza contare che per alcuni Paesi questa idea è totalmente immorale.

