L’emergenza migranti continua e tutti gli Stati dell’Ue aspettano con ansia il momento in cui l’accoglienza raggiungerà la saturazione in Germania. Che cosa farà a quel punto la cancelliera Angela Merkel? In molti sono pronti a chiudere le frontiere. Tra questi ci sono anche il primo ministro bulgaro Boyko Borissov, il suo collega romeno Victor Ponta, il premier serbo Alexander Vucic. La stessa Romania ha affermato che non è più in grado di accogliere altri profughi, nonostante questo vada contro il sistema delle quote deciso dall’Unione Europea.
La Repubblica Ceca chiede a gran voce il ripristino del controllo delle frontiere esterne dell’Ue e chiede di accelerare i rimpatri dei profughi. Il governo di Praga ha distribuito già 50 poliziotti in Ungheria, 20 al confine con la Slovenia e ora altri aiuti sono previsti per Croazia, Macedonia e Slovenia. L’obiettivo è quello di evitare l’avanzamento dei migranti verso il cuore dell’Europa. Anche la Slovacchia si oppone in maniera decisa al sistema delle quote e ora si aspetta di capire che cosa farà la Polonia dove alle elezioni di 10 giorni fa ha trionfato la destra populista.
Insomma, un gran calderone con una situazione molto tesa e che rischia davvero di esplodere. Il prossimo 12 novembre si terrà a a La Valletta un vertice sul tema. Lo ha deciso il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ritendendo opportuno discutere a livello Ue della strategia di risposta al fenomeno migratorio subito dopo la conclusione del summit coi partner africani. Tusk ha inviato la lettera di partecipazione ai leader dell’Ue, per chiedere loro di trattenersi di piu’ sull’isola al fine di “valutare lo stato d’attuazione delle misure gia’ decise” a livello comunitario, soprattutto per quanto riguarda la cooperazione con i Paesi terzi “inclusa la Turchia”, alla luce delle elezioni appena tenute nel Paese in questione.
Il vertice informale dei capi di Stato e di governo dei Paesi Ue servira’ anche per fare il punto per quanto riguarda lo schema di ricollocamento dei richiedenti asilo da Italia e Grecia, l’istituzione delle strutture di identificazione e smistamento dei migranti (hotspot). “Infine – scrive Tusk nella lettera d’invito – dovremo discutere di come rafforzare il controllo delle frontiere esterne”. Un punto, quelle delle frontiere esterne, molto caldeggiato dalla Francia.
Ma il vero nodo è quello che riguarda la Germania. Tutti i leader Ue aspettano di capire come si muoverà la Merkel per comportarsi di conseguenza. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, la popolarità della Merkel è scesa a picco proprio per l’approccio all’emergenza migranti. La stessa maggioranza si è spaccata e gli oppositori hanno vita facile ad attaccare sul tema. Su quote, regole di Dublino e aiuti finanziari ai paesi più esposti la Germania ha tenuto fin qui una posizione soffusa. Ora tutti la aspettano al varco. Dalle mosse di Berlino può dipendere il futuro dell’Ue.

