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Immigrati, l’Italia: “25mila trasferimenti”. Missione militare a giugno

Immigrati, l’Italia: “25mila trasferimenti”. Missione militare a giugno
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25 mila migranti da trasferire all’estero e 250 milioni per l’emergenza. Ecco le richieste che l’Italia avanzerà all’Ue nel vertice di Bruxelles. Ma ci sono delle condizioni. Sulla missione militare decisione definitiva a fine giugno. Si attende la risoluzione Onu

25 mila migranti da trasferire all’estero e 250 milioni per l’emergenza. Sono queste le richieste che l’Italia avanzerà all’Ue nel vertice di Bruxelles. Roma si prepara così al vertice dell’Unione Europea che si terrà mercoledì nella capitale politica dell’Unione Europea per discutere il piano sull’emergenza migranti. Un piano preparato dalle istituzioni comunitarie dopo le ultime tragedie dei migranti nel mar Mediterraneo e che dovrebbe imporre agli Stati membri delle quote di accoglienza di migranti, stabilite sulla base di indicatori economici e sociali.

La questione resta molto spinosa, anche perché in parecchi hanno già annunciato che si tireranno indietro. David Cameron, appena dopo essere stato rieletto alla guida della Gran Bretagna, ha addirittura affermato che la vicenda delle quote “potrebbe portare all’addio di Londra all’Unione Europea”. L’Italia però, gioca il rialzo. E nel vertice di mercoledì chiederà che la quota dei trasferimenti, inizialmente prevista a 20 mila unità, venga alzata a 25 mila.

Bruxelles porrà certamente delle condizioni e chiederà in cambio al governo italiano di creare dei centri di smistamento nonché di accettare la visita di un team di controllo. Solo in seguito, scrive il Corriere della Sera, si potrà cambiare il trattato di Dublino che prevede l’accoglienza obbligatoria dei migranti da parte del Paese d’arrivo, senza prevedere ridistribuzione o trasferimenti.

Sull’altro fronte caldo, vale a dire quello della missione militare per distruggere i barconi prima della partenza, un alto funzionario del Servizio di azione esterna riferisce che saranno i capi di Stato e di governo a lanciare formalmente l’avvio dell’azione al largo della Libia. La decisione definitiva sarà presa in occasione del vertice del 25 e 26 giugno, e in quel momento le prime navi saranno già nel Mediterraneo, pronte ad agire. Il tema sarà affrontato dai ministri degli Esteri dei 28 al Consiglio di lunedì prossimo, ma a seconda che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite abbia o no nel frattempo adottato una risoluzione, potranno prendere una decisione solo politica o anche giuridica. Se non ci sarà ancora la risoluzione ci sarà comunque la definizione di un “crisis management concept“, e la missione sarà delineata.