Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Scappo da Roma. Per comprare casa non serve più vendersi un occhio: nei borghi del Lazio costa quattro volte meno

Scappo da Roma. Per comprare casa non serve più vendersi un occhio: nei borghi del Lazio costa quattro volte meno

Mentre in città il prezzo medio delle abitazioni ha superato i 3.400 euro al metro quadro, nelle aree interne del Lazio esistono ancora comuni e intere province con valori inferiori ai mille euro. Agosta, Valle dell’Aniene, Sabina e Ciociaria raccontano così un mercato immobiliare parallelo: più economico, più spazioso e sempre più interessante per chi può permettersi di vivere lontano dalla Capitale.

Scappo da Roma. Per comprare casa non serve più vendersi un occhio: nei borghi del Lazio costa quattro volte meno

Il prezzo delle abitazioni nella Capitale continua a correre, ma basta allontanarsi dal Grande Raccordo per scoprire un altro mercato. Dalla Valle dell’Aniene alla Sabina e alla Ciociaria, il Lazio nasconde ancora località dove comprare casa non richiede un mutuo da tramandare ai nipoti.

Comprare casa a Roma sta diventando uno sport per redditi robusti, famiglie con parecchi risparmi o aspiranti mutuatari dotati di grande ottimismo. Il prezzo medio nella Capitale ha ormai raggiunto 3.429 euro al metro quadro, con punte che nel Centro storico viaggiano su ben altri pianeti. Nel Lazio, però, basta spostare il compasso qualche decina di chilometri più in là per scoprire che esiste ancora un mattone alla portata dei comuni mortali.

Ed è probabilmente questa la vera frontiera immobiliare del prossimo futuro: non necessariamente la periferia estrema di Roma, ma i piccoli centri e i borghi dove con il prezzo di un appartamento capitolino si può acquistare una casa decisamente più grande, magari con terrazzo, giardino e panorama compresi nel pacchetto.

Roma corre, fuori dal Gra cambia il listino

La forbice è impressionante. La provincia di Roma si attesta mediamente sui 2.653 euro al metro quadro, ma la cifra nasconde differenze enormi. Frascati, Grottaferrata e Fiumicino restano mercati costosi, mentre procedendo verso le aree interne i cartellini si alleggeriscono drasticamente. Nei dati del primo trimestre, ad esempio, Agosta, piccolo centro della Valle dell’Aniene vicino a Subiaco, risultava il comune più economico tra quelli monitorati nella provincia romana, con appena 695 euro al metro quadro.

Tradotto in soldi: cento metri quadrati, almeno sulla carta e ragionando sui valori medi di offerta, possono costare meno di 70 mila euro. A Roma, con la stessa cifra, in molte zone si rischia di acquistare poco più di un garage con buone intenzioni.

Agosta non è peraltro un agglomerato senza identità. È un borgo medievale della Valle dell’Aniene, ai piedi dei Monti Simbruini, a pochi chilometri da Subiaco, circondato da boschi e percorsi naturalistici.

Rieti e Frosinone, il Lazio dove il mattone costa meno

Allargando il quadro all’intera regione il divario diventa ancora più netto. Nel secondo trimestre 2026 la provincia di Rieti viaggiava su una media di 837 euro al metro quadro, mentre Frosinone si fermava addirittura a 765 euro. Viterbo era poco sopra quota mille, a 1.055 euro, contro i 2.653 della provincia romana.

È qui che la geografia immobiliare del Lazio si capovolge. Paesi che fino a qualche anno fa venivano guardati soprattutto come destinazioni per il fine settimana possono diventare una possibilità residenziale concreta per chi lavora da remoto, per chi non è obbligato a raggiungere Roma ogni mattina o semplicemente per chi preferisce cento metri quadrati nel verde a cinquanta nel traffico.

Naturalmente il prezzo basso ha il suo rovescio della medaglia: collegamenti, scuole, sanità, negozi e servizi pesano almeno quanto il costo al metro quadro. E una casa economica in un borgo difficile da raggiungere può trasformarsi rapidamente in un affare solo sulla carta.

Il nuovo lusso? Avere spazio senza dover vendere un occhio

Il paradosso è che mentre Roma continua a rivalutarsi — nel secondo trimestre il prezzo medio cittadino risultava in crescita del 6,7% su base annua — vaste zone del Lazio restano ancora abbordabili. E allora la vera provocazione immobiliare potrebbe essere questa: continuare a inseguire pochi metri quadrati nella Capitale oppure cambiare completamente prospettiva, evitando di dover fare come Alberto Sordi nell’imperdibile film Il boom. Perché tra Valle dell’Aniene, Sabina, Tuscia e Ciociaria sopravvive un Lazio nel quale la casa non è ancora diventata un bene da collezionista.

La Capitale offre lavoro, servizi, spettacolo e collegamenti. I borghi rispondono con metri quadrati, silenzio e prezzi che sembrano provenire da un’altra epoca. La scelta resta personale. Ma davanti a certe cifre, anche il pendolarismo comincia improvvisamente ad assumere un suo fascino…