L’Unione Europea sta per decidere, sulla base delle indicazioni della Commissione e dei ministri degli Interni e degli Esteri, di raddoppiare I fondi destinati all’operazione Triton, che dal primo novembre scorso pattuglia il mar Mediterraneo per proteggere iI confine Ue, ma non ne cambierà il mandato. “Rimarra’ un’operazione di protezione dei confini ma di fatto, aumentandone I mezzi, potrà meglio assolvere alla funzione di salvare chi ne avra’ bisogno, secondo la legge del mare”, assicurano fonti Ue.
La realtà però è che dal Vertice straordinario in programma a Bruxelles uscirà una risposta deludente. Non ci sarà nessuna rivoluzione nella gestione dell’emergenza nel Mediterraneo. Anzi, si potrebbe quasi dire nessun cambiamento visto che il mandato di Triton resterà lo stesso. Continuerà a trattarsi di una mera operazione di pattugliamento. Frontex continuerà a gestire come sempre solo un’operazione di controllo dei confini, e non di ricerca e salvataggio, e che rimarrà relegata nell’attuale area di 30 miglia marine, 12 di acque territoriali italiane e 18 miglia di acque internazionali.
Chi pensava a un Mare Nostrum europeo resterà deluso. Anche se una modifica del mandato era stato paventato da più parti a Bruxelles “quando si è discusso tra gli Stati solo Italia, Grecia e Malta si sono mostrati favorevoli, mentre da tutti gli altri Paesi c’è un’indicazione molto chiara a non volere mettere la questione sul tavolo”, rivela una fonte diplomatica italiana. Insomma, non sono bastate le ultime tragedie per convincere gli Stati a dare il via libera a un appoggio più concreto a un’azione umanitaria che sembrava quantomai necessaria.
Dal vertice potrebbe invece uscire un consenso per “una partecipazione a base volontaria”. Per quanto riguarda gli aspetti militari non ci sarà nessuna novità effettiva. Quello della distruzione delle navi degli scafisti alla base è un progetto che richiede maggiore tempo e risorse, sul quale deve arrivare anche il placet delle Nazioni Unite.
